Annunci

FUCILE CARCANO



Nonostante alcuni incompetenti abbiano considerato e tuttora considerino quest'arma imperfetta e addirittura con difetti pericolosi per l'incolumità tiratore, questo non corrisponde nel modo più assoluto alla verità; sono soltanto parole ingiuste e menzognere scritte da chi non sa nulla di meccanica e di balistica.

Qualcuno ha anche scritto che i nostri soldati erano ignoranti e non capivano la pericolosità di questo fucile; chi ha fatto queste affermazioni è offensivo e irriverente nei confronti dei nostri soldati e deve vergognarsi; deve anche sapere che quei soldati da lui definiti "ignoranti" sono quelli che gli hanno dato la libertà pagandola a caro prezzo; questo merita il massimo rispetto di tutti


E' stato inoltre vergognosamente detto che se l'Esercito italiano avesse avuto un altro fucile ci sarebbero stati meno morti nelle nostre file e più morti tra i nemici; legga più avanti nella pagina le caratteristiche di questo fucile e capirà che era migliore del Mannliker M95 sia come velocità del proiettile sia perché conteneva un colpo in più.
La madre degli ignoranti è vero che è sempre incinta; chi afferma questo non si ricorda che nella Prima Guerra Mondiale fu usato da parte nemica l'yprite, gas mortale che falciò centinaia e centinaia di nostri soldati, ma non solo: l'incapacità del generale Cadorna e dei suoi tenentini decise la sorte di migliaia di soldati che perirono per conquistare postazioni inutili o venivano fucilati per ordine dello stesso Cadorna, molte volte solo perché tardavano a rientrare dopo missioni pericolose, semplicemente impediti dal nemico a rientrare e furono tacciati ingiustamente come disertori, invece erano veri eroi.

Basti pensare che queste armi erano in dotazione al nostro Esercito nella prima e nella seconda Guerra Mondiale e hanno sempre funzionato nonostante le condizioni proibitive nelle quali venivano usate: fango, neve, freddo intenso, cadute e sballottamenti vari; a volte i fucili erano usati come mazze perché i soldati erano rimasti senza munizioni; tutto questo basta abbondantemente per qualificare quest'arma come affidabile e robusta.

Il Carcano 91 aveva un colpo in più del Mannlicher M95 usato dagli austriaci e una velocità della pallottola superiore (circa 661 m/s alla volata contro i 620 m/s alla volata del Mannlicher)
Il "91" di qualsiasi modello si tratti, è stato sempre amato dai nostri soldati come una bandiera e fa parte della storia d'Italia, storia troppo dimenticata o mal conosciuta.
Molti di questi fucili sono arrivati fino a noi dopo più di 100 anni e sono ancora in grado di sparare in sicurezza, nonostante quello che possono dire gli incompetenti.


Cenni storici sul Carcano 91
Salvatore Carcano nel 1867 fece brevettare un fucile a retrocarica di sua invenzione, ottenuto dalla trasformazione dei fucili ad avancarica Modello 1860.
Nel luglio 1868 Carcano fu promosso Controllore Principale di Prima Classe e nel 1874 Capo-tecnico Principale di Seconda Classe e quindi alla fine del 1878 promosso al livello di Prima Classe.
Nel 1876 brevettò il nuovo alzo, da lui ideato, per fucili e carabine e nel 1891 il Governo Italiano adottò il fucile di piccolo calibro da lui progettato.

La scelta di costruire questo fucile nel piccolo calibro 6,5 x 52 fece sì che la Commissione delle Armi Portatili della Scuola di Fanteria di Parma ne affidasse la progettazione e la costruzione alle fabbriche di Stato, in quanto non esisteva la disponibilità sul mercato internazionale di un calibro così piccolo.

Si decise di adottare il sistema ad otturatore scorrevole tipo Mannlicher; il fucile fu ideato e sviluppato da Salvatore Carcano della Fabbrica d'Armi di Torino, con la collaborazione del generale Parravicino dell'Arsenale di Terni.
Quest'arma fu adottata sia nella Prima Guerra Mondiale, che nella Seconda.

Non mi dilungherò sulla storia completa di questo fucile, ne uscirebbe una Divina Commedia: infatti molte furono le modifiche, per quanto riguarda il calibro, apportate durante l'ultimo conflitto mondiale, ma non ebbero successo; il primo progetto è stato e rimane il migliore e più efficiente e sicuro, e infatti verso la fine della Seconda Guerra Mondiale si ritornò al calibro iniziale.
L'unica modifica che si rivelò utile fu l'accorciamento della canna, che consenti maggior maneggevolezza nell'uso, ma per quanto riguarda la meccanica di sparo è sempre stata rispettata quella originale ideata da Salvatore Carcano.

La scelta del calibro piccolo

Il calibro piccolo di questo fucile non fu scelto a caso; le munizioni pesavano meno e se ne potevano trasportare in maggior numero.
Se non colpiti in parti vitali, i nemici riportavano ferite meno invalidanti, ma pur sempre impedivano il proseguimento dell'attacco e cosa maggiormente a nostro favore mettevano fuori combattimento 3 soldati nemici, in quanto il ferito doveva essere trasportato e così altri due suoi compagni dovevano rinunciare all'azione.
Pertanto questa scelta fu studiata sia per rispettare l'etica nella battaglia, sia per averne un tornaconto; anche la Convenzione di Ginevra apprezzò questa decisione, che rispettava pienamente gli accordi raggiunti sulla scelta delle armi e dei relativi munizionamenti.

A chi era in dotazione

Il Carcanol 91 lungo fu dato in dotazione all'esercito e agli alpini sia nella Prima che nella Seconda Guerra Mondiale; il Moschetto 91/38 più corto fu dato in dotazione nella seconda Guerra Mondiale alla Marina, alle Truppe Speciali, alla Cavalleria e ai Carabinieri perché più maneggevole.Nel Moschetto 91/38 in dotazione ai tiratori scelti, sulla culatta sotto il numero di matricola vi era stampigliata la punzonatura che rappresentava due fucili incrociati sovrastanti un bersaglio e indicava che tale arma era di precisione.
Ora passato come arma EX ordinanza e classificata con le nuove norme C6 (arma comune)




I tre modelli principali

Carcano 91 lungo in dotazione all'Esercito italiano sia nella Prima che nella Seconda Guerra Mondiale.
Carcano 91/38 in dotazione ai reparti speciali nella Seconda Guerra Mondiale.


Particolare della baionetta del Carcano 91/38 pieghevole e disinseribile dal fucile.



Il 91/38 per cavalleria ha la baionetta triangolare incernierata direttamente sulla canna ed è ripieghevole per mezzo di un pulsante a scatto; fino al 1959 il Moschetto 91/38 è rimasto in ordinanza alle Forze Armate Italiane e il modello 91/38 cavalleria all'Arma dei Carabinieri.

Foto presente in internet ,  istantanea di una pagina web del sito: 
Clicca qui’ per vedere la pagina
Tutte le informazioni riportate su questa pagina sono state prelevate da fonti pubbliche su internet o inserite dagli utenti.


Potete segnalare qualsiasi abuso contattandoci..