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Lancaster express cal. 577 - 2 3/4 "

L'arma appare molto solida, potente, ed al tempo stesso elegante,Come nella maggior parte degli express di questo periodo storico la chiusura è quella comunemente definita a " T " ideata nel 1859 da Henry Jones, 

Si tratta di una chiusura semplice,  efficace e di grande solidità ,non a caso fu utilizzata per molti anni su questa tipologia di potenti fucili.
  La chiusura è azionata da una chiave a leva che accompagna il sottoguardia e che, secondo me, contribuisce al grande fascino estetico di questi  vecchi "cani esterni".  
    Nell'express di Lancaster la chiusura Jones  Ã¨ completata da una terza chiusura Westley Richards detta anche a testa di bambola. Per la sua solidità è paragonabile soltanto alla terza Greener.


 

Una bella Foto dell'alzo a fogliette  e delle canne  in  damasco

 

La famosissima "Desert Eagle"

 "Desert Eagle"


La famosissima "Desert Eagle"prodotta in Israele ma  in realtà un design totalmente americano, essendo stata progettata presso la Magnum Research Inc. di Pillager (Minnesota) agli inizi degli anni 1980.Disponibile in varianti diverse per lunghezza di canna e finiture.La "Desert Eagle", nelle sue varie versioni, non è mai stata concepita come arma difensiva o militare, e difatti nessun esercito o "corpo speciale" ne ha mai utilizzate neanche quantità minuscole, neppure una: la "Desert Eagle" è semplicemente troppo grossa, troppo pesante e troppo vistosa per essere comoda da portare come una qualsiasi pistola da combattimento, e camerata in calibri  .357 Magnum, .44 Magnum, .50 Action Express.

Desert Eagle gold tiger



La Desert Eagle è una pistola semi-automatica di grosso calibro azionata a gas prodotta in Israele dall'IMI (Israel Military Industries) per la Magnum Research Inc.. La Magnum Research Inc., con sede negli Stati Uniti, ha sviluppato e detiene il brevetto del design originale della Desert Eagle successivamente rifinito dall'IMI. La produzione venne trasferita nello stabilimento Saco Defense, nello stato del Maine, dal 1995 al 2000, ma riportata in Israele quando la Saco venne acquisita dalla General Dynamics.
La Desert Eagle ha un funzionamento inusuale rispetto alla maggior parte delle pistole semi-automatiche a breve rinculo o a vampa di ritorno; il meccanismo di riciclo dei gas utilizzato nella Desert Eagle è di utilizzo più comune nei fucili. Infatti la rotazione dell'otturatore e il meccanismo di bloccaggio presentano una consistente somiglianza con i fucili della serie M16. Il vantaggio del riciclo dei gas dello scoppio risiede nel fatto che è possibile l'utilizzo di proiettili di gran lunga più potenti di quelli specifici per le tradizionali pistole semi-automatiche, e permette alla desert Eagle di competere in un mercato dapprima dominato dalle rivoltelle Magnum.


Pesca a mosca


La pesca a mosca è la disciplina regina della pesca sportiva. La cosa particolare di questo tipo di pesca è che viene usata una mosca artificiale come esca .
Per piazzare la spesso leggerissima mosca nel luogo giusto della zona di pesca è necessaria una tecnica di lancio particolare e un’attrezzatura specifica. Di norma le mosche artificiali imitano le prede naturali dei pesci, soprattutto insetti, ma anche piccoli pesci, piccoli mammiferi come topi nonché anfibi come rane e batrace. Invece le cosiddette mosche di fantasia non imitano una determinata preda, ma, a causa dei loro colori, attirano l’attenzione dei pesci e, nella migliore delle ipotesi, li inducono ad abboccare. Spesso gli insetti imitati sono di specie che trascorrono uno o più stadi di vita sull’acqua e/o in essa e d’insetti terrestri che vivono nei pressi dell’acqua e che a causa di una sfortuna vi cadono dentro, come per esempio api, vespe, formiche, bruchi, scarafaggi, cavallette e così via. In principio le mosche artificiali imitano l’intero spettro di prede di un determinato pesce. Anche le imitazioni di pesci predati, come per esempio lo streamer, di norma sono anche chiamate "mosche” dai pescatori a mosca.

Pesca con mosca

La tecnica di pesca piu' affascinante......a mosca

La pesca a mosca, considerata la più affascinante tra le tecniche di pesca, consiste nell'offrire al pesce esche artificiali, dette mosche, che imitano gli insetti presenti negli ambienti di pesca.








La tecnica con mosca sommersa...



Questo genere di pesca può essere a galla - quando si lascia che la mosca galleggi sulla superficie dell'acqua (pesca a mosca secca), e sotto la superficie dell'acqua (pesca a mosca sommersa). Rispondono a questo tipo di pesca tutti i pesci che "bollano" e "moscheggiano" - cioè che salgono alla superficie alla ricerca di insetti e che quando mangiano provocano sullo
 specchio d'acqua dei cerchi che spesso scorgiamo nei tramonti sul fiume (appunto le "bollate" del pesce in caccia).
Parliamo di trote, temoli, cavedani, persici trota. La pesca con la mosca richiede una tecnica a parte e un'attrezzatura tutta particolare.
Il territorio italiano presenta la più ampia varietà di ambienti e situazioni. La configurazione idrologica ne ricalca l'estrema complessità, passando dagli impervi torrenti alpini, ai lenti e possenti fiumi padani; dai freschi e mutevoli corsi appenninici dell'Italia centrale a quelli meridionali e insulari dal caratteristico doppio aspetto: carichi d'acqua nei mesi più piovosi,
riarsi in quelli più caldi. A seconda del tipo di acque, la pesca a mosca si discosta in misura maggiore o minore dalla tecnica classica e mentre nei corsi più ampi, profondi e lenti la bassa velocità dell'acqua impone lanci lunghi e delicati, nei torrenti alpini e nei piccoli rigagnoli appenninici l'estrema mutevolezza delle correnti necessita un attento studio delle condizioni ambientali prima di eseguire il lancio. Dunque è importante per il pescatore saper eseguire tutti quei lanci che gli permettano di affrontare al meglio ogni situazione.

PESCA ALLA PASSATA

 Ãˆ quella che si fa con il galleggiante facendo "passare" la lenza sul filo della corrente. Ormai c'è la consuetudine di definire "alla passata" tutta la pesca fatta col galleggiante, anche quella in acque ferme, sebbene sia vero soprattutto nei grandi laghi che l'azione del vento sospingendo il galleggiante e lenza produce l'effetto della passata. Per la passata l'attrezzatura è classica: canna (fissa o bolognese nel qual caso ci vuole il mulinello), lenza (lenza madre e finale),
galleggiante, i piombini distribuiti a dovere, amo ed esca. Gettata la lenza in acqua, si fa in modo, di solito, di far passare l'esca il più possibile radente il fondo anche se per certi pesci (quali il cavedano) è più efficace la passata a mezz'acqua. Sia nel fiume sia nel lago occorre dunque valutare bene a quale profondità deve arrivare l'amo. Esistono per questo le sonde: dei semplicissimi piombi cavi, che si aprono e si chiudono a molla e che vanno applicati all'amo. Così, si butta in acqua la lenza con la sonda finché il galleggiante, via via da noi alzato sulla lenza o abbassato, non rimarrà in giusta posizione. Potremo allora essere certi che quando getteremo l'amo non con la sonda ma con l'esca, questa arriverà sul fondale dove sta grufolando il nostro pesce. Una volta iniziata l'azione di pesca vera e propria, vicino al fondo deve arrivare prima l'esca e poi la piombatura, il che significa trattenere la lenza nella sua corsa. La pesca in acque completamente ferme (definita erroneamente "passata") obbedisce a criteri diversi. Se nella passata vera e propria in acqua corrente siamo noi che mediante ripetuti tentativi cerchiamo di far giungere l'esca a portata di pesce, nella pesca in acqua ferma è il pesce che deve giungere a portata di esca. Non è una pesca di movimento: è una pesca d'attesa, utile per accumulare esperienze con finali, ami e montature. La pesca in acqua ferma sarà utile al principiante per sviluppare il giusto colpo d'occhio ai movimenti del galleggiante, all'uso del guadino e della pastura,

SMITH & WESSON 500 8 3/8

 


Quotazione revolver € 1.800,00




SW 500 8/3/8
Dopo 10 anni dalla sua nascita sta finalmente arrivando sul mercato Italiano il revolver più potente del mondo.
Realizzato nel calibro più poderoso del mondo, in collaborazione con la COR-BON, riafferma la leadership della Smith & Wesson in fatto di potenza nelle armi corte. Capace di sparare proiettili da 300 grani e sviluppare una energia di quasi 400 kilogrammetri! Costruito nel nuovo telaio X frame appositamente creato per le 500 e le 460, nonostante la sua esagerata potenza consente un ottimo controllo del rinculo e le prove effettuate sul campo hanno rivelato una sorprendente precisione. Questa pistola di dimensioni mostruose, è stata progettata ( nel Nord America è consentito)  per la caccia ad animali come Cervi o Alci o per la difesa dagli Orsi, esprime infatti la stessa forza cinetica di una carabina in calibro 308 win. In Italia la caccia con l’arma corta non è consentita, ma le straordinarie sensazioni che genera allo sparo e la soddisfazione di possederla ricompensa ampiamente la spesa.
SCHEDA TECNICA E CARATTERISTICHE
DenominazioneSmith & Wesson
Calibro500 SW
ClassificazioneUso sportivo 12_02298S1
Funzionamento a rotazione del tamburo
Numero colpi5
Canna lunghezza e tipo213 mm –  con compensatore a tre luci.
ScattoSingola e doppia azione – peso in singola 1700 gr.
SicureDoppia sicura -  automatica interposta fra cane e percussore se il grilletto non è premuto a fondo – automatica con percussione inibita dalla non perfetta chiusura del tamburo.
MireMirino in fibra ottica,  tacca di mira micrometrica regolabile in altezza e deriva.
Materiali e finitureAcciaio inox  opaco – impugnatura Hogue in gomma con incavi di presa
Lunghezza totale381 mm
Peso totale1970 gr
La Smith & Wesson è una fabbrica statunitense di armi leggere fondata nel 1852 da Horace Smith e Daniel B. Wesson
Horace Smith e Daniel Wesson fondarono la loro azienda nel 1852 a Norwich, Connecticut, con l'obiettivo di commercializzare una pistola con meccanismo di ripetizione a leva che utilizzasse una cartuccia autocontenuta (che comprendesse cioè polvere, palla e innesco). Il primo modello non ebbe successo, e nel 1854 la compagnia ebbe grossi problemi finanziari che costrinsero i due soci a vendere tutto al produttore di camicie Oliver Winchester il quale seppe sfruttare meglio l'idea del sistema di ripetizione a leva e, basandosi su di esso, creò poi i suoi famosi fucili e carabine. Nel 1856 Smith e Wesson formarono la loro seconda società per produrre una piccola rivoltella disegnata per utilizzare la cartuccia calibro .22 Rimfire (cioè a percussione anulare) che avevano brevettato nell'agosto del 1854. Quest'arma fu la prima ad utilizzare munizioni autocontenute ad avere un certo successo.
Successivamente la Casa mise in produzione una pistola a rotazione, (modello 1867) con la canna che ribaltabile verso l'alto per mezzo di una cerniera disposta superiormente sul castello, in modo che i bossoli potessero essere tolti, tramite una bacchetta di ferro situata sotto la canna, asportando il tamburo.
Notevole fu anche il modello 1870 la medesima pistola, ma con un estrattore a stella, che agiva contemporaneamente su tutti i bossoli, per effetto della spinta data da una molla, non appena si girava la canna sulla sua cerniera. In tal modo l'operazione del togliere i bossoli ed inserire altre cartucce, era notevolmente accelerata in confronto al precedente sistema. Seguì poi una serie di modelli di notevole successo tutti basati su questo meccanismo ma con il ribaltamento della canna verso il basso e di calibri maggiori. Tra questi particolarmente popolari furono il modello "American" e il modello "Schofield" del 1875 entrambi in calibro .44 Smith & Wesson. La Schofield venne fabbricata anche in calibro .45 per cercare di contrastare il successo della Colt Single Action Army, soprattutto presso l'esercito ma l'operazione non riuscì o riuscì solo in parte, data la fama che la Colt si era ormai conquistata sia tra i militari che tra i civili. Ma la rivincita la ebbe con il contratto sovietico con le forze armate zariste che addirittura per produrre rispettando i tempi di consegna furono costretti ad uscire dal mercato civile per alcuni anni, questo però avvantaggiò la concorrenza su altri mercati. Altro grosso contratto la ebbe con le forze armate messicane. Negli anni 30 assieme alla Olin Winchester sviluppò su apposita richiesta dell'F.B.I. una munizione ad alta potenza e alto potere perforante (per l'epoca) in grado di bucare le le spesse lamiere delle auto dell'epoca e comunque essere ancora ben potente su un uomo per contrastare la nuova criminalità organizzata e i molti rapinatori di banche che dopo la crisi del 1929 imperversavano nella nazione. Questo calibro nato nel 1935 si chiama 357 Magnum e fu camerato per la prima volta in pistole di telaio N, estremamente grande in rapporto al calibro, ma la metallurgia dell'epoca non permetteva di resistere ad elevate pressioni senza elevati spessori, mentre oggi con le stesse dimensioni il numero dei colpi è stato aumentato da 6 a 8 colpi. Il 357 Magnum divenne il calibro commerciale più potente del mondo. Col passare di 20 anni il miglioramento della metallurgia consentì grazie agli studi e alle sperimentazioni del grande tiratore e cacciatore, nonché scrittore e giornalista del settore Elmer Keith nacque un nuovo calibro, il 44 Magnum che per decenni avrebbe regnato incontrastato come calibro più potente in commercio. Di fatto un allargamento del 357 Magnum, sfruttando lo stesso telaio N che in principio era nato per munizioni di calibro 44 Special con potenza equivalente ad un 45 Long Colt. Tuttavia l'azienda nel corso degli anni ha fatto passi da gigante, un suo grande successo lo ottenne nel 1955 con lo sviluppo del modello 19 con il telaio "K" e in calibro .357 Magnum, essa fu realizzata con l'intento di ottenere un'arma innovativa e molto potente ma in dimensioni, peso, bilanciamento e maneggevolezza nettamente migliori per uso di polizia. L'artefice di quest'arma assieme alla S&W, fu Bill Jordan, poliziotto e noto esperto tiratore. Nel corso degli anni però ci si rese conto che i modelli col telaio "K" non erano sufficientemente resistenti per subire una dieta di .357 Magnum e quindi venne realizzato un nuovo telaio "L" molto più resistente del precedente. Esempi di armi costituite da questo telaio sono le 686 e le 586 in 357 Magnum che la fecero da padrone nelle competizioni sportive degli anni 80 e 90 grazie alla diffusione di sport che si ispirano al tiro di combattimento. Ma il telaio N ha avuto una terza primavera con pistole come la 625, in calibro 45 A.C.P., che lo vede favorito nelle suddette competizioni. A metà degli anni 90 munizioni molto più potenti del 44 Magnum si diffusero in revolver commerciali togliendo alla S&W la palma di aver creato il revolver commerciale più potente al mondo, ma la S&W si riscattò all'inizio degli anni 2000 con 2 nuovi calibri, il 460 S&W Magnum e 500 S&W Magnum, quest'ultimo attualmente detiene questo titolo tra le armi commerciali.



SMITH & WESSON 460 XVR 8 3/8

 


Quotazione revolver € 1.600,00


 Il 460 è nato nel 2005 ed è stato premiato dalla Shooting Industry Accademy of excellence come “arma dell’anno”
Dopo il successo del .500 S.&W.  la Casa di Springfield ci ha preso gusto e ha creato un altro “mostro” in grado di battere tutti i record delle concorrenti. Mancava, in effetti, qualcosa in pure stile americano: il calibro .45. È nato così lo studio del calibro .460 che solo di nome porta quella misura, ma, di fatto, altro non è che una rivisitazione, con tanto di vitamine, del .454 Casull e del suo predecessore .45 long Colt: il .460 impiega, infatti, palle di .451-.452 millesimi di pollice di diametro, le stesse impiegate negli altri .45. Il bossolo, però, è rinforzato e allungato a 45 millimetri e, a differenza del Casull, impiega un innesco large rifle. Il grande interesse che sta suscitando questa nuova cartuccia è, in parte, legato all’abbondante disponibilità di palle già esistenti che offrono varietà di scelta sia nel profilo sia nel peso. Una volta creato il .500 S.&W. magnum, impiegato su revolver con telaio “X”, il passo successivo è stato più facile, in quanto il tamburo poteva ospitare qualcosa di più lungo del .500, senza superare i 58 millimetri di lunghezza massima. Ecco spiegata la nascita del primo revolver S.&W. 460 Xvr magnum che doveva, però, avere un unico obiettivo: battere tutti i record di velocità ottenuti con revolver o pistole di serie. Un altro importante motivo per cui un appassionato si può avvicinare a questo tipo di revolver, è che può camerare, oltre al .460, anche il .454 Casull e il .45 long Colt, vale a dire tre calibri in uno.
Si pensi che negli Stati Uniti, quest’arma è utilizzata molto nella caccia ai cervi, alle antilopi e agli alci, che sembra essere il passatempo prediletto di una buona parte dei detentori del revolverone, mettendo in evidenza l’elevatissimo potere di arresto di questo calibro.
SCHEDA TECNICA E CARATTERISTICHE
DenominazioneSmith & Wesson
Calibro460 SW XVR ( spara anche il 454 casul ed il 45 long colt )
ClassificazioneUso sportivo
Funzionamento a rotazione del tamburo
Numero colpi5
Canna lunghezza e tipo213 mm –  con compensatore a tre luci.
ScattoSingola e doppia azione – peso in singola 1700 gr.
SicureDoppia sicura -  automatica interposta fra cane e percussore se il grilletto non è premuto a fondo – automatica con percussione inibita dalla non perfetta chiusura del tamburo.
MireMirino Partridge,  tacca di mira micrometrica regolabile in altezza e deriva.
Materiali e finitureAcciaio inox  opaco – impugnatura Hogue in gomma con incavi di presa
Lunghezza totale381 mm
Peso totale2055 gr
La Smith & Wesson è una fabbrica statunitense di armi leggere fondata nel 1852 da Horace Smith e Daniel B. Wesson
Horace Smith e Daniel Wesson fondarono la loro azienda nel 1852 a Norwich, Connecticut, con l'obiettivo di commercializzare una pistola con meccanismo di ripetizione a leva che utilizzasse una cartuccia autocontenuta (che comprendesse cioè polvere, palla e innesco). Il primo modello non ebbe successo, e nel 1854 la compagnia ebbe grossi problemi finanziari che costrinsero i due soci a vendere tutto al produttore di camicie Oliver Winchester il quale seppe sfruttare meglio l'idea del sistema di ripetizione a leva e, basandosi su di esso, creò poi i suoi famosi fucili e carabine. Nel 1856 Smith e Wesson formarono la loro seconda società per produrre una piccola rivoltella disegnata per utilizzare la cartuccia calibro .22 Rimfire (cioè a percussione anulare) che avevano brevettato nell'agosto del 1854. Quest'arma fu la prima ad utilizzare munizioni autocontenute ad avere un certo successo.
Successivamente la Casa mise in produzione una pistola a rotazione, (modello 1867) con la canna che ribaltabile verso l'alto per mezzo di una cerniera disposta superiormente sul castello, in modo che i bossoli potessero essere tolti, tramite una bacchetta di ferro situata sotto la canna, asportando il tamburo.
Notevole fu anche il modello 1870 la medesima pistola, ma con un estrattore a stella, che agiva contemporaneamente su tutti i bossoli, per effetto della spinta data da una molla, non appena si girava la canna sulla sua cerniera. In tal modo l'operazione del togliere i bossoli ed inserire altre cartucce, era notevolmente accelerata in confronto al precedente sistema. Seguì poi una serie di modelli di notevole successo tutti basati su questo meccanismo ma con il ribaltamento della canna verso il basso e di calibri maggiori. Tra questi particolarmente popolari furono il modello "American" e il modello "Schofield" del 1875 entrambi in calibro .44 Smith & Wesson. La Schofield venne fabbricata anche in calibro .45 per cercare di contrastare il successo della Colt Single Action Army, soprattutto presso l'esercito ma l'operazione non riuscì o riuscì solo in parte, data la fama che la Colt si era ormai conquistata sia tra i militari che tra i civili. Ma la rivincita la ebbe con il contratto sovietico con le forze armate zariste che addirittura per produrre rispettando i tempi di consegna furono costretti ad uscire dal mercato civile per alcuni anni, questo però avvantaggiò la concorrenza su altri mercati. Altro grosso contratto la ebbe con le forze armate messicane. Negli anni 30 assieme alla Olin Winchester sviluppò su apposita richiesta dell'F.B.I. una munizione ad alta potenza e alto potere perforante (per l'epoca) in grado di bucare le le spesse lamiere delle auto dell'epoca e comunque essere ancora ben potente su un uomo per contrastare la nuova criminalità organizzata e i molti rapinatori di banche che dopo la crisi del 1929 imperversavano nella nazione. Questo calibro nato nel 1935 si chiama 357 Magnum e fu camerato per la prima volta in pistole di telaio N, estremamente grande in rapporto al calibro, ma la metallurgia dell'epoca non permetteva di resistere ad elevate pressioni senza elevati spessori, mentre oggi con le stesse dimensioni il numero dei colpi è stato aumentato da 6 a 8 colpi. Il 357 Magnum divenne il calibro commerciale più potente del mondo. Col passare di 20 anni il miglioramento della metallurgia consentì grazie agli studi e alle sperimentazioni del grande tiratore e cacciatore, nonché scrittore e giornalista del settore Elmer Keith nacque un nuovo calibro, il 44 Magnum che per decenni avrebbe regnato incontrastato come calibro più potente in commercio. Di fatto un allargamento del 357 Magnum, sfruttando lo stesso telaio N che in principio era nato per munizioni di calibro 44 Special con potenza equivalente ad un 45 Long Colt. Tuttavia l'azienda nel corso degli anni ha fatto passi da gigante, un suo grande successo lo ottenne nel 1955 con lo sviluppo del modello 19 con il telaio "K" e in calibro .357 Magnum, essa fu realizzata con l'intento di ottenere un'arma innovativa e molto potente ma in dimensioni, peso, bilanciamento e maneggevolezza nettamente migliori per uso di polizia. L'artefice di quest'arma assieme alla S&W, fu Bill Jordan, poliziotto e noto esperto tiratore. Nel corso degli anni però ci si rese conto che i modelli col telaio "K" non erano sufficientemente resistenti per subire una dieta di .357 Magnum e quindi venne realizzato un nuovo telaio "L" molto più resistente del precedente. Esempi di armi costituite da questo telaio sono le 686 e le 586 in 357 Magnum che la fecero da padrone nelle competizioni sportive degli anni 80 e 90 grazie alla diffusione di sport che si ispirano al tiro di combattimento. Ma il telaio N ha avuto una terza primavera con pistole come la 625, in calibro 45 A.C.P., che lo vede favorito nelle suddette competizioni. A metà degli anni 90 munizioni molto più potenti del 44 Magnum si diffusero in revolver commerciali togliendo alla S&W la palma di aver creato il revolver commerciale più potente al mondo, ma la S&W si riscattò all'inizio degli anni 2000 con 2 nuovi calibri, il 460 S&W Magnum e 500 S&W Magnum, quest'ultimo attualmente detiene questo titolo tra le armi commerciali.

SMITH & WESSON 442 AIRWEIGHTcal.38 sp

 


QUOTAZIONE REVOLVER € 800,00

                       


mod.442 Airweight
massima prontezza all'impiego, al limite direttamente da dentro la tasca, la SW offre questo revolver, con scatto in singola e doppia azione. Quando la leggerezza è l'elemento più importante arrva la tecnologia futuristica di Smith&Wesson, con questo revolver è stato introdotto il telaio in lega leggera allo scandio e tamburo in acciaio per un eso appena superiore ai 400 gr.

Scheda tecnica
  • cal.38 sp
  • 5 colpi
  • azione singola e doppia
  • castello in lega allo scandio
  • lunghezza canna 48 mm
  • lunghezza totale 160 mm
  • peso 425 gr
  • classificazione arma comune

RUGER LCR cal.38 sp



 


QUOTAZIONE REVOLVER € 750,00

                       

Arma nuova
Realizzata con fusto in lega leggera adattissima al porto occulto e per difesa può essere camerata nella performante versione del calibro .38 Spl +P. Dotata di impugnatura anatomica in gomma morbida per agevolare la presa.
Scheda tecnica
Denominazione della arma: LCR 38 -
Calibro:38 SPECIAL + P
Classificazione :ARMA COMUNE  -  12-01576
Azione:doppia azione
Canna lunghezza e tipo di lavorazione:48 mm
Numero di colpi:5 -
Sicureautomatica al percussore (transfer bar) che
permette lo sparo solo a grilletto completa
-
mente premuto; a tamburo aperto lo scatto
è bloccato; blocco di deposito da attivarsi con
apposita chiave (il blocco è accessibile previa
asportazione delle guancette)
 
Miretacca di mira con finestra a U, mirino a rampa
(entrambi fissi)
Scatto:Approx. 2,0 kg
Impugnatura:Hogue Monogrip -
Materiali canna, tamburo e giogo in acciaio inox; il telaio
è in lega leggera ad alta resistenza con la parte
 inferiore in polimeri con fibra di vetro
 
Finitura:brunita opaca
Lunghezza totale:165  mm -
Peso totale:382 gr. -

La STURM RUGER & COMPANY fu fondata da William B.Ruger e Alexander Mc Cormick Sturm nel 1949 ebbe la sua prima sede in una piccola officina a Southport nel Connecticut, poco prima William Ruger aveva ricostruito con successo due piccole repliche di una Nambu acquistata da un Marine reduce dalla guerra del pacifico. La loro prima realizzazione , in cal.22LR è nata da un progetto che ha incorporato l’aspetto della Luger 9mm  tedesca e la Colt Woodsman, denominata Ruger Standard. La pistola è stata un tale successo che ha fatto decollare l’azienda ora produttrice di armi lunghe e corte di ogni tipo che ha permesso  alla STURM RUGER COMPANY  di divenire oggi il  quarto maggior produttore di armi sportive degli Stati Uniti.

RUGER LCR - X3

 


€ 650,00 Quotazione revolver

                       

RUGER LCR-X
la serie LCR ( Lightweight Compact Revolver ) è stata rinnovata con la serie X che si presenta con cane esterno, quindi agisce in singola e doppia azione  ed ampliata nella lunghezza, infatti questo è il nuovo modello con canna da 3"
Questo straordinario revolver è dotato di confortevole grip della Hogue, ha le mire regolabili ed anche in questa maggior dimensione mantiene tutte le peculiarità di leggerezza ed ergonomia eccezionale della serie originale, ma garantisce una maggior praticità all'uso e precisione al tiro.

SCHEDA TECNICA
  • calibro: 38 sp + p
  • numero colpi: 5
  • lunghezza canna: 3"
  • lunghezza 22,5 cm
  • passo di rigatura: 1:16"
  • peso
  • mire regolabili

RUGER GP100 INOX - cal.357 mag.

 


Quotazione revolver € 920,00

                       

arma nuova in offerta
Il modello GP 100 è stato progettato su di una piattaforma in acciaio ottenendo un robustissimo castello di medie dimensioni, realizzato per gestire in scioltezza il potente calibro 357 magnum. Equilibrato, preciso ,robusto ed elegante viene prodotto in diverse configurazioni e finitura,
GP100   6”
Denominazione della arma: GP100 -
Calibro:357 magnum
Classificazione :ARMA SPORTIVA  -
Numero catalogo:5035 -
Azione: Singola e doppia -
Canna lunghezza e tipo di lavorazione:6 pollici  (152,4 mm )  acciaio inox -
Righe e passo:5 righe passo 1:19 -
Numero di colpi:6 -
Mire:Tacca di mira regolabile  e mirino a rampa   -
Scatto:Approx. 2,0 kg in singola azione -
Impugnatura:Hogue Monogrip -
Materiali  carrello e  castello frame:acciaio inox -
Finitura:INOX lucida  -
Lunghezza totale:292 mm -
Peso totale:1276 gr. -
La STURM RUGER & COMPANY fu fondata da William B.Ruger e Alexander Mc Cormick Sturm nel 1949. La sua prima sede ebbe luogo in una piccola officina a Southport nel Connecticut, poco prima William Ruger aveva ricostruito con successo due piccole repliche di una Nambu acquistata da un Marine reduce dalla guerra del pacifico. La loro prima realizzazione , in cal.22LR è nata da un progetto che ha incorporato l’aspetto della Luger 9mm tedesca e la Colt Woodsman, denominata Ruger Standard. La pistola è stata un tale successo che ha fatto decollare l’azienda ora produttrice di armi lunghe e corte di ogni tipo che ha permesso alla STURM RUGER COMPANY di divenire oggi il quarto maggior produttore di armi sportive degli Stati Uniti.