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Buckmark 22lr (Browning)



La buckmark calibro 22 lr spicca, come affidabilità e convenienza. Si tratta di un arma molto robusta, vanta una tacca di mira regolabile e, nell'allestimento PLUS, mirino a fibra ottica e guancette in noce di eccellente colore e consistenza. Il caricatore monofilare ha uno speciale bottone per agevolarne il riempimento e, anch'esso, è assemblato con notevole cura.



 Sul lato sinistro troviamo due leve, una per lo sgancio dell'otturatore, l'altra per la sicurezza manuale. Fattore importantissimo, il pulsante di sgancio magazzino, è posizionato dietro il ponticello, quindi è comodo e facile da azionare. Per finire, due sgusci ben scolpiti, aiutano il tiratore ad ottenere una salda presa in fase d'armamento. Lo scatto è buono . Attenzione a smontare le guancette perchè esse tengono in posizione la meccanica, come avviene su altre pistole come la Colt Double Eagle ecc.


Scheda tecnica
Produttore : Browning.
Modello : buck mark field.
Lunghezza canna : 14 mm.
Calibro . 22 LR.
Mirino : regolabile.
Impugatura : tipo placchette ergonomiche.
Materiale : noce.
Grilletto : peso di scatto regolabile.
Capacita' : 10 colpi.
Peso : 1 Kg.
Lunghezza totale : 24 cm.
Finituta : brunita.
Bindella : predisposta per il montaggio di ottiche.

Browning HP35




Questa pistola semiautomatica rappresenta uno dei migliori progetti mai realizzati in campo armiero.
Fu creata da J.M. Browning nel 1920 e poi perfezionata da D.Saive nel 1934 per conto della FN Belga, quindi introdotta sul mercato civile americano nel 1954.
Prima della sua definitiva produzione nel '35, l’ HP era identificata come modello 1928 e differiva dall’ HP 35 solo per alcune rifiniture.

Come: diversa angolazione di attacco dell’asta guidamolla del cane e dei piani inclinati della canna, differente conformazione del recesso nel fusto, dove alloggia la sicura al caricatoreo.
Concepita inizialmente per camerare il 9 Luger e il 7.65 Parabellum, recentemente è stata camerata anche per il 40 SW  e il 357 SIG.
Altra importante caratteristica è inequivocabilmente quella di essere la prima pistola semiautomatica con caricatore bifilare . Per il mercato italiano la disponibilità varia dal 9x21 al 40S&W.

SCHEDA TECNICA   

Lunghezza totale: 200mm
Canna: 119 mm, con 6 righe destrorse passo 1 in 250mm (9mm)
Peso a vuoto: circa 0.970 Kg
Materiale fusto e carrello: acciaio
Calibro: 9 Luger (solo estero), 30 luger, 9x21, 40 S&W, 357SIG
Mire: fisse con innesto a coda di rondine, disponibile in modelli con tacche regolabili
Caricatore: 13 colpi 9mm; 10 da 40 Sw
Finiture: brunita, duo tone, acciaio, nikel
Peso di scatto: da 3.200 a 4.500 grammi
Azione: singola
Percussione: a mezzo cane esterno con percussore a lancio inerziale
Chiusura: geometrica a corto rinculo di canna per mezzo di piani inclinati
Tenoni di chiusura: 3
Sicura: automatica al percussore, sicura al caricatore (disconnettore di catena di scatto), dente di intercettazione sul cane (1/2 monta), a leva sul fusto (blocco carrello e controcane)
Guancette: plastica, gomma, gomma avvolgenti, legno

Browning PRO9


 
Dopo diversi anni di produzione di armi classiche, costruite interamente in metallo,  questa famosa fabbrica si è lanciata nel combattuto mondo delle polimeriche,
Questa pistola è stata messa a punto da FN Hesstal e dalla Browning.La pro 9 è una pistola esteremamente affidabile, per questo prodotto sono state utilizate le tecnologie piu' sofisticate: La slitta in acciaio poggia su una culla in acciaio,a sua volta alloggiato in una carcassa in materiale sintetico.

Il gruppo di scatto è facilmente sostituibile , facilitando la manutenzione .L'impugnatura ergonomica di questa pistola si adatta molto bene alla mano di qualsiesi tiratore.Il pezzo forte di questa pistola è senza dubbio la sicura:una sicura del percussore per evitare qualsiesi percussione accidentale finchè non viene azionato il grilletto.Di queste pistole la Browning ne fornisce vari modelli tipo:la GP practical ajustable che soddisfa le molteplici esigenze del tiro dinamico per cui questa pistola semiautomatica Browning presentanumerosi perfezionamenti tra cui elementi di mira regolabili a profilo basso,impugnatura molto confortevole grazie alle guancette in gomma zigrinata, cane arrotondato per evitare che si impigli durante l'estrazione,peso maggiore per evitare l'impennata della canna durante il tiro.La GPMKIIIS presenta tutte le qualità delle pistole GP in più è dotata di una sicura ambidestra,ha un peso di 900g circa ed ha tutti i requisiti per farne un vero gioiello molto precisa e maneggevole.La GP Silver Crome ,detta così per la sua finitura grigio cromata,è dotata di alzo regolabile in altezza e lateralmente e un mirino sportivo con basamento a coda di rondine. 
A mio avviso la Browning PRO9 è migliore di mostri sacri come Glock o HK.

 Scheda tecnica GP practical ajustable        

Costruttore : FN Hesstal - Browning.
Modello : GP practical ajustable.
Lunghezza canna: 11,9 cm.
Calibro : 9 mm luger.
Impugatura : tipo ergonomica in gomma.
Grilletto : peso di scatto 3.2-4.5 kg.
Capacita' serbatoio : 13 cartucce .
Peso : 980 g .
Lunghezza totale : 200 mm
Finitura : brunita cromata.




Scheda tecnica GP MK III S

Costruttore : FN Hesstal - Browning.
Modello : GP MK III S.

Lunghezza canna: 11,9 cm.
Calibro : 9 mm luger.
Impugatura : tipo ergonomica in plastica     
Grilletto : peso di scatto 3.2-4.5 kg.
Capacita' serbatoio : 13 cartucce .
Peso : 910 g.
Lunghezza totale : 200 mm
Finitura : fosfatata :


Scheda tecnica GP silver chrome

Costruttore : FN Hesstal - Browning.
Modello : GP silver chrome
Lunghezza canna: 11,9 cm.
Calibro : 9 mm luger.
Impugatura : tipo ergonomica in gomma.
Grilletto : peso di scatto 3.2-4.5 kg.
Capacita' serbatoio : 13 cartucce .
Peso : 980 g .
Lunghezza totale : 200 mm
Finitura : satinata cromata.

Pistola Kimber La Kimber è a dir poco sensazionale,


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Beretta 98FS




Poche pistole, al mondo, hanno avuto un successo paragonabile alla Beretta serie 92. Il suffisso 92FS indica subito che il calibro camerato è il 9x19, alias 9 parabellum, vietato dalla legislazione italiana.  La leva ubicata sul carrello, funge sia da sicura manuale che da abbatticane, mandando in folle il grilletto e sottraendo la coda del percussore alla portata del cane.

 Lo scatto è singola e doppia azione. Quest'ultima previene scariche accidentali in condizioni di stress. Gli organi di mira sono a tre puntini e il carrello è scoperto superiormente, segno distintivo dell'arma. (esso contiene 15 colpi, un volume di fuoco di tutto rispetto).
Io consiglio vivamente questa pistola, anche brunita, per chi vuole una pistolavo sicuro in tutti i sensi.



Specifiche tecniche
Tipo: pistola semi-automatica
Calibro: 7,65 Parabellum, 9x19mm, 9x21mm, .40 S&W
Lunghezza: 217 mm
Lunghezza della canna: 125 mm
Peso: 950 g
Velocità iniziale: 390 m/sec
Caricatore: 15 colpi  (il serbatoio della pistola 92 contiene 15 colpi nel modello in 9 mm Parabellum. Serbatoi ridotti a 10 colpi sono prodotti per mercati, come quello statunitense, in cui la legge impone un limite)

Colt 8+1 calibro 10 mm auto.....




Tra le pistole semi automatica più belle mai prodotte troviamo la Colt delta elite, camerato per la potente munizione 10 mm auto. Si tratta di una classica 1911 A1 aggiornata in modo da resistere alle esorbitanti pressioni del calibro 10 mm. Questo calibro, non è molto diffuso nel mercato civile, lo troviamo soltanto nella Glock 20, in alcune Tanfoglio e pochissime altre marche. 
La nuova edizione del Delta Colt Elite è fedele al progetto originale,
forgiato con un telaio in acciaio inossidabile,con impugnature in gomma con Medaglioni Delta,

CARATTERISTICHE TECNICHE

Categoria:  pistole
Tipo: Pistola
Azione: singola azione
Calibro: 10 mm '' Il gran 10''
Lunghezza Canna: 5 "
Capacità: 8 + 1
Finitura: Acciaio

Kimber Stainless Target II



La caratteristica principale delle pistole kimber  è una grande qualità costruttiva abbinata a finiture strepitose.

Le particolarità che  contraddistinguono Il modello Stainless Target II calibro 45 ACP, in acciaio inossidabile sono: l'estrattore esterno molto simile a quello delle Glock, un bel mirino a fibra ottica dalle elevate prestazioni in termini di visibilità e istintività di puntamento, le guancette in gomma Pachmayr, estremamente grippanti in ogni condizione.  La canna è della lunghezza classica,  5 pollici.
 spazio alle immagini.



Heckler & Koch VP70Z



Ovvero un'arma abbastanza rara, importata in Italia in circa 500 esemplari, la Heckler & Koch VP70Z (dove Z sta per Zivil e VP Volk Pistol, 70 è l'anno di commercializzazione), la prima pistola realizzata con fusto in tecnopolimeri. Vanta un caricatore da 18 colpi in calibro 9x21, disposti su tre file. Ne esisteva anche una variante militare, con sigla M, che montando un apposito calciolino era in grado di sparare a raffica. Lo scatto è in sola doppia azione a corsa molto lunga e pesante, circa 5000 grammi. Si distingue per la chiusura a massa in cui la canna è solidale al fusto. Una tenace parkerizzazione color verde completa il tutto.

Desert Eagle



Forse è la pistola semiautomatica più potente sulla faccia della Terra, dalle dimensioni assolutamente mastodontiche, camerata per una munizione dalle prestazioni balistiche straordinarie. Si tratta della Desert Eagle calibro 50 AE. Arma fabbricata in Israele funziona sul principio dell'otturatore rotante e si alimenta con un robusto caricatore da sette colpi.

E' dotata di sicura manuale sul carrello e scatto in sola singola azione con percussione mediante cane esterno. La finitura brunita, color nero notte, la rende ancor più aggressiva. Il grip è assicurato dalle guancette in gomma. Da notare che, il nome del fabbricante non è più IMI (Israel Military Industries) ma IWI (Israel Weapon Industries). Di certo siamo al cospetto di un bellissimo oggetto da collezione ma anche di un attrezzo in grado di regalare forti sensazioni al poligono.


Sono state prodotte diverse varianti della Desert Eagle: la Mark I, la Mark VII, la Mark XIX e la nuovissima Desert Fox.
Mark I e Mark VII: La Mark I e la Mark VII non vengono più prodotte da tempo. Presentavano un corpo in acciaio, acciaio inossidabile o alluminio e differivano in particolar modo per la grandezza e la forma delle leve della sicura e del cane, e nella Mark VII l'aggiunta di un grilletto regolabile (adatto al modello Mark I). Le Mark I e VII erano entrambe disponibili in versione .357 Magnum e .44 Magnum; la Mark VII era anche disponibile in versione .41 Magnum. Le canne presentavano una coda di rondine da 9,5mm, sulla quale poteva essere montato un accessorio affusto. Più tardi i modelli Mark VII vennero presentati in calibro .50 Action Express con una rotaia zigrinata da 22mm sulla canna; la .50 Mark VII divenne pù tardi la base della Mark XIX. La lunghezza delle canne poteva essere di 6, 8, 10 e 14 pollici.
Mark XIX: Il modello più recente, la Mark XIX, è disponibile nei calibri .357 Magnum, .44 Magnum e .50 Action Express (o .50 AE). La Magnum Research presentò anche alcuni modelli calibro .440 Cor-bon e la derivata .50 AE, ma nessun componente della .440 Cor-bon è presente nel catalogo e la .440 sembra aver lasciato spazio alla .41 Magnum. La canna della Mark XIX è disponibile solamente nelle misure da 6 e 10 pollici.
Desert Fox: L’ultimo modello ideato dall’ IMI a forte richiesta del pubblico femminile affascinato da sempre da questa virile e poderosa pistola è l’attesissima Desert Fox già soprannominata affettuosamente Desert Mjcio, o più semplicemente Dmjcio si presenta in una versione più contenuta ( la canna misura infatti 5,5 pollici tale da consentire il porto in borsetta), mantenendo comunque le caratteristiche ed il design invariato. Altra sostanziale novità di questo modello è la produzione nella sola versione cromata, e camerata anche in calibro 22.
praticità: La Desert Eagle è spesso rappresentata come una sorta di "Arma Definitiva" nei film e nei video games. Tuttavia l'arma è ritenuta più utile per abbattere selvaggina di grossa taglia piuttosto che per essere usata in scenari di combattimento. Tra i possessori di armi questa pistola è criticata per le sue grosse dimensioni, la tendenza a incepparsi (talvolta i bossoli vuoti non vengono espulsi completamente), l'alto prezzo e l'elevato costo dei proiettili. La potenza delle munizioni .50 AE ed il grande frastuono pongono un limite ai luoghi in cui quest'arma può essere usata. Molti poligoni di tiro al coperto hanno pareti paracolpi adeguate alla grande potenza dei proiettili, ma utilizzare questo tipo di armi in luoghi chiusi richiede l'impiego di cuffie per le orecchie con un alto grado di protezione che non tutti i tiratori presenti al poligono potrebbero possedere. Per questa ragione alcuni poligoni di tiro al coperto non permettono l'utilizzo di proiettili ad alto potenziale come il .50 AE o il .454 Casull.
Dimensioni: Date le sue grosse dimensioni, l'arma non risulta facilmente occultabile nella maggior parte delle situazioni di autodifesa. La grandezza del caricatore per i proiettili .50 AE richiede poi una grossa presa, il che rende difficile o impossibile ad un operatore con mani piccole il suo maneggiamento.
Rinculo: La Desert Eagle .50 AE produce un forte rinculo ma rimane comunque controllabile da molti tiratori. Il grosso peso della Desert Eagle riduce l'effetto del rinculo, rendendolo poco meno potente di un'arma più leggera dello stesso calibro. La versione .44 e la .357 Magnum, con i loro proiettili leggeri, produce un rinculo notevolmente minore, con la .357 Magnum che produce un rinculo minore di molte pistole leggere da 9mm.
Prezzo: Il prezzo della Desert Eagle scoraggia all'acquisto molti tiratori, specialmente se comparato con pistole automatiche o semi-automatiche meno costose con la possibilità di utilizzare un simile tipo di proiettili. Il costo tipico per il modello nero è di circa 1200,00 euro.  È poi chiaro che le Eagles adatte all'utilizzo di proiettili .357 e .44 sono molto più costose di quelle per proiettili .50 AE visto che è molto più semplice e meno costoso utilizzare questo tipo di cartucce.

Imparare a sparare

E' improbabile imparare a sparare leggendo un articolo,ma la conoscenza di alcuni trucchetti potrebbero aiutare a capire dove sta l'errore che porta sempre fare qualche buco nella parte bianca del bersaglio.


Infatti a noi per il momento basta stare almeno nel nero con tutti i colpi quanti essi siano. In futuro, col tempo e l'allenamento, sicuramente potremo migliorarci.

Tutti sappiamo come deve essere posto il mirino all'interno della tacca di mira, perfettamente al centro e alla giusta altezza, perfettamente centrato ed allineato.
Ecco però due modi di portare l'insieme di tacca e mirino nel bersaglio: nel primo caso l'arma è tarata per il tiro sportivo (tiro a segno), si mantiene tutto al di sotto del nero, perché i riferimenti bianchi del bersaglio che compaiono tra mirino e tacca sono più evidenti, mentre nel secondo rimangono fortemente oscurati anche se però in questo caso è più istintivo (quando andiamo a mirare un bersaglio tendiamo sempre a tagliarlo con il mirino).
Con questo ricordiamo che molte armi sono tarate come nella prima figura ma moltissime altre come nella seconda.
La differenza non è essenziale:c'è chi si abituato a sparare con mirino a tagliare anche in gara senza mai aver avuto problemi.
Anzi i problemi sorgono quando con l'arma tarata sotto il nero bisogna colpire qualcosa che non è della dimensione del cerchio TSN classico ma un birillo:quanto sotto bisogna mirare?
Nelle gare di grosso calibro i bersagli per il tiro mirato sono diversi da quelli per il tiro celere,ed ecco che allora torna utile mirare al centro.
E ora la cosa più importante: l'impugnatura e la pressione sul grilletto.
L'arma con la sua impugnatura deve cadere nell'incavo tra pollice e indice e quando tendiamo il braccio deve essere in asse con questo, cioè la linea immaginaria che parte dalla spalla finisce senza curve sul mirino. Il dito indice preme sul grilletto appena dopo l'inizio dell'ultima falange e il muscolo che tende a gonfiare durante la pressione nel nostro palmo della mano, proprio all'inizio del dito indice non dovrebbe toccare l'impugnatura, gonfiando con lo sforzo tende a spostare l'asse di tiro, la presa sarà ferma ma non forzata, le dita che tengono l'arma saranno solo parte del pollice, il medio e l'anulare; inutile dire che la pressione deve essere graduale senza strappi e non bisogna mai distogliere lo sguardo dalle mire (il bersaglio resterà sfocato sullo sfondo). Teoricamente il grilletto dovrebbe essere premuto da uno sconoscuto, mentre il tiratore si concentra a mantenere l'arma esattamente nella posizione prima dello sparo che per altro non bisogna sapere quando avverrà.
Se saremo stati attenti e verremo sorpresi dallo sparo il colpo sicuramente andrà a segno.
Forzare volontariamente la pressione sul grilletto non porta a buoni risultati.
La posizione del corpo deve essere comoda, un semplice modo per trovare la posizione è il seguente: nella piazzola di tiro di fronte al bersaglio impugnate l'arma, guardate il bersaglio poi chiudete gli occhi e puntate l'arma verso il bersaglio; ora aprite gli occhi e controllate se l'arma è a sinistra o a destra del bersaglio e ruotate il corpo, compresi i piedi portando l'arma al punto giusto, ripetete due o tre volte la manovra fino ad essere nella posizione cercata......dovreste riuscire ad alzare l'arma entrando almeno nel nero con le mire.
Assicuratevi che l'arma sia tarata per voi, spesso lasciamo che altri ci tarino l'arma ma se questi portano occhiali o lenti a contatto, se hanno una vista diversa dalla nostra, l'arma potrebbe non sparare dove noi miriamo. Teniamo ferma l'arma appoggiata sul banco e proviamo così, se facciamo centro l'arma è a posto, altrimenti basterà regolare la tacca di mira. Ricordiamo inoltre che alle distanze a cui spariamo con un'arma corta la taratura fatta a 25 mt. va bene anche a 10 come a 40 o 50, solo per tiro oltre questa distanza potrebbe essere necessario regolare nuovamente la tacca di mira.
Vi sono anche periodi in cui è più o meno semplice colpire un bersaglio, i mesi caldi contribuiscono al tiro mentre quelli più rigidi costringono ad una concentrazione maggiore, lo stato d'animo, le stesse scarpe se strette e alte, il vicino di piazzola un po' chiassoso, le gare poi fuori casa riducono il punteggio anche del 20%, il sole sui bersagli o troppa luce sulle mire.
Il tiro con armi ad aria compressa è molto utile per avere un'idea dell'errore durante lo sparo, queste non avendo rinculo permettono di vedere l'errore anche da parte dello stesso tiratore senza bisogno di istruttore.

IL TIRO CON LA PISTOLA



l tiro a segno con la pistola è uno sport estremamente vario; per poterlo praticare è indispensabile appropriarsi dei suoi concetti di base. Se siete rimasti colpiti dal fascino delle forme più avanzate di questo sport, per praticano senza trovano frustrante e ostico occorre conoscere le basi tecniche. Anche quelli tra voi che possiedono già una buona tecnica di tiro potranno beneficiare di un piccolo ripasso.

Fino a poco tempo fa, molti tiratori venivano allenati a un livello elementare e seguivano consigli spesso contraddittori. Come conseguenza molti di loro hanno sviluppato errori di impostazione cronici che impediscono di progredire da un punto di vista tecnico. Oggi la situazione è migliorata, tuttavia molti tiratori devono ancora fare i conti con consigli e indicazioni impartiti da "allenatori" che conoscono poco, o per niente, le più moderne ed efficaci tecniche di addestramento. In questa pagina presenterò ai tiratori i principi fondamentali del tiro con la pistola. Una volta che vi sarete impossessati di questi concetti potrete costruire, sulla loro base, quelle abilità supplementari necessarie per competizioni più specialistiche.

Tecniche di base

Parliamo delle posizioni da assumere, impugnatura, controllo della respirazione e dello scatto. Quelle che vi propongo sono le basi tecniche degli anni ‘80 aggiornate: alcune regole sono cambiate, ma la tecnica è sempre la stessa.

La posizione

Prima di sparare è indispensabile che assumiate una corretta posizione. Dovete essere bilanciati, fermi ma senza forzature, la vostra mano dovrà impugnare l’arma e puntarla verso il bersaglio in modo assolutamente naturale. La collocazione di piedi, corpo, braccia e testa è la posizione che dovrà essere adottata ogni volta che sparerete. Non esistono regole assolute per stabilire la posizione ideale; sarete voi a dover trovare quella più adatta alla vostra struttura fisica. I piedi vanno posti in modo da farvi assumere una posizione comoda, distanti tra loro quanto lo sono le estremità delle spalle. Il peso del corpo deve essere distribuito uniformemente sulle piante dei piedi. La parte superiore del corpo deve essere verticale con il torso leggermente inclinato all’indietro per bilanciare il peso del braccio disteso che regge l’arma; il gomito non deve essere piegato. La parte superiore del corpo deve essere irrigidita ma senza forzature; ogni movimento laterale deve partire dall’anca e non dalle spalle. La direzione del braccio e della mano che impugnano l’arma deve essere modificata solo cambiando la posizione dei piedi o variando il centro di gravità del corpo, finché non ci si trova in linea con il bersaglio. Se userete le spalle o il gomito per portarvi sul bersaglio, il braccio tenderà a ritornare nella sua posizione naturale sotto lo stress della mira e dello sparo, e a quel punto non sarete più sulla linea del bersaglio. Per arrivare alla posizione ideale dovrete iniziare a puntare la pistola verso il bersaglio. Dopo averla impugnata abbassatela e chiudete gli occhi. Alzate la pistola, puntatela e aprite gli occhi. Se l’arma è fuori dalla linea di mira, spostate i piedi fino a riportarla sul bersaglio. I tiratori destri devono spostare il piede sinistro nella direzione opposta a quella dell’errore e quindi spostare quello destro per recuperare la giusta stabilità. Ripetete questa procedura finché la pistola sarà puntata naturalmente verso il bersaglio quando la alzerete ad occhi chiusi. La testa deve essere allo stesso livello della linea di mira: inclinandola in avanti o all’indietro si affaticheranno inutilmente gli occhi. Il viso deve essere rivolto al bersaglio senza forzare sui muscoli del collo. Evitate la posizione aperta (rivolgendo il petto parallelo al bersaglio) o troppo chiusa (rivolgendo al bersaglio il solo fianco). Nella prima il braccio è insufficientemente supportato dalla muscolatura delle spalle; nella seconda la torsione dei muscoli del collo impedisce una sufficiente irrorazione sanguigna provocando facilmente dei crampi. Molti manuali suggeriscono di adottare una posizione a metà strada tra questi estremi, ad esempio ponendosi ad un angolo di circa 45° con il bersaglio. Negli ultimi anni comunque questa posizione è stata gradualmente rifiutata dai più grandi tiratori e ora si tende ad assumere una posizione in linea con il bersaglio. E’ la posizione da me adottata per una ragione semplice: è estremamente stabile. Il rinculo dell’arma si scarica lungo il braccio e sulla spalla. In questa posizione una eventuale rotazione del corpo non infiuenzerà l’angolo del braccio e la posizione della pistola. Tirando con il petto parallelo al bersaglio invece, ogni piccola rotazione del torso provocherà una variazione dell’angolo del braccio. In questa posizione inoltre il rinculo è assorbito solo dal braccio che sostiene l’arma, provocando un movimento più ampio. Non dovete assolutamente preoccuparvi della vostra mano libera durante la mira e il tiro. Molti tiratori tengono la mano libera in una tasca della giacca o dei pantaloni, oppure la agganciano con il pollice alla cintura. Così facendo si impedisce alla spalla del braccio libero di curvarsi. Dovrete mantenere il corpo piuttosto rigido ma non tanto da far risultare la posizione scomoda. I muscoli non direttamente coinvolti nell’azione devono essere rilassati per evitare qualsiasi sforzo superfluo. Per esempio i muscoli addominali e i glutei dovranno essere rilassati mentre la mano libera non dovrà essere stretta a pugno.

L’impugnatura

Prima di mirare è necessario impugnare correttamente l’arma. Se descrivessi la varietà di impugnatare presenti sul mercato dovrei scrivere un libro; tuttavia molte di quelle che vengono montate di serie sulle pistole sono inadeguate per il tiro a segno. Nonostante i recenti progressi, nessuna di queste impugnature può andare bene per tutti: non esistono due tiratori che abbiano la stessa mano. Per impugnare correttamente la vostra pistola dovrete modificare le guancette di serie o sostituirle completamente. Esistono molti fabbricanti specializzati in impugnature custom ma molti tiratori preferiscono farsele da soli. Se l’impugnatura è realizzata correttamente, la "V" formata dal pollice e l’indice sarà divisa esattamente in due parti dall’asse della canna. La mano avvolgerà comodamente l’impugnatura e ogni parte della mano, ad eccezione del dito indice, sarà in contatto con le guancette. La parte inferiore del fusto sarà appoggiata comodamente sul dito medio. Attraverso l’impugnatura il peso dell’arma viene trasferito alla mano che la sostiene, quindi il centro di gravità deve essere situato in corrispondenza delle tre dita situate sotto il ponticello del grilletto. Dovrete mantenere la pistola premuta contro il vostro pollice agendo con le tre dita libere. La pressione esercitata dal mignolo deve essere minore rispetto a quella delle altre dita. L’indice, il dito che preme il grilletto, deve essere libero di muoversi senza toccare il fusto o l’impugnatura. Il pollice deve essere mantenuto rilassato lungo il fusto senza esercitare alcuna pressione; le impugnature realizzate correttamente dispongono sempre di un appoggio per il pollice. L’impugnatura deve permettere di tenere l’arma il più in alto possibile, in modo da diminuire il braccio di leva. Quando puntate la pistola sul bersaglio, dopo aver assunto la corretta posizione di tiro, la canna dovrà trovarsi in linea con l’occhio con cui miriamo. In caso contrario l’impugnatura è sbagliata e dovrà essere sagomata nuovamente. L’angolo dell’impugnatura deve farci portare istintivamente la canna in linea con gli organi di mira, senza superflue torsioni del polso. Per eseguire la corretta impugnatura, afferrate la pistola per la canna con la mano sinistra e premetela nel palmo della destra (per i mancini vale ovviamente il contrario). Chiudete le dita intorno all’impugnatura assicurandovi che la parte superiore del dito medio sia a contatto con la parte inferiore della guardia del grilletto e che l’indice sia completamente libero. Mentre premete l’arma nel palmo con l’indice e il pollice aperto, la pelle della V formata dalle due dita dovrà cedere un po’ di spazio all’impugnatura. Smettete di premere lasciando che l’elasticità della pelle respinga leggermente la pistola ed otterrete una buona impugnatura che andrà subito verificata facendo la prova ad occhi chiusi descritta precedentemente. La posizione e la forza della presa devono essere costanti per ogni colpo sparato. Maggiore è la forza, migliore sarà il controllo sull’arma... fino a un certo punto. La pressione esercitata sull’impugnatura è in diretta relazione con quella applicata sul grilletto. Il mignolo e le punte di anulare e medio devono esercitare una pressione minima, altrimenti tenderemo a mandare i colpi verso il basso. Tra un colpo e l’altro allentate la presa e lasciate che il sangue circoli nella mano; di tanto in tanto posate la pistola. Questo farà si che il contorno della mano, che può variare in presenza di calore, resti costante. In climi molto caldi strofinatevi spesso la mano con una salvietta umida in modo da abbassarne la temperatura.

Controllo della respirazione

La respirazione provoca il movimento del braccio che sostiene la pistola, quindi al momento dello sparo è indispensabile smettere di respirare. Prima di portare la pistola sulla linea di mira inspirate ed espirate normalmente alcune volte. La respirazione forzata, detta iperventilazione, è da evitare in quanto aumenta il battito cardiaco. Mentre eseguite l’alzata fate un’inspirazione profonda; sfruttando l’elasticità della gabbia toracica espellete un po’ d’aria mentre prendete la mira. Durante la mira il diaframma deve restare immobile. Se entro sette secondi non avete ancora sparato, abbassate il braccio, fate qualche atto respiratorio e ripetete la sequenza. Un accurato allenamento aumenterà la capacità dei polmoni e il livello di ossigenazione del sangue.

La punteria

Se adotterete una posizione e una impugnatura corrette, la vostra pistola sarà quasi esattamente sul bersaglio non appena la alzerete. Una piccola correzione della linea di mira vi consentirà una buona inquadratura del bersaglio. Il bordo superiore del mirino deve essere allineato con quelli della tacca di mira. Gli spazi vuoti (luci) tra i bordi laterali del mirino e quelli della tacca devono essere uguali. Memorizzate la corretta inquadratura del mirino e tenetene un disegno nella cassetta della pistola per poterlo guardare tra un colpo e l’altro. Ricordatevi sempre che l’occhio deve mettere a fuoco gli organi di mira. L’occhio non potrà mai mettere a fuoco gli organi di mira e contemporaneamente anche il bersaglio e se non metterete a fuoco tacca e mirino non capirete mai se le avete allineate correttamente. Un’altra cosa da ricordare è che il più piccolo errore di mira si ingigantirà nel momento in cui il proiettile avrà raggiunto il bersaglio. Iniziate a concentrarvi sul mirino, assicurandovi che appaia perfettamente a fuoco. Con l’esperienza imparerete ad utilizzare il riflesso di accomodamento per mantenere a fuoco sia tacca che mirino. La mira consiste nel posizionare correttamente tacca e mirino in relazione con un punto stabilito del bersaglio. Se gli organi di mira sono allineati al centro e lo scatto viene eseguito correttamente, il proiettile colpirà il bersaglio nel punto desiderato. Normalmente dovrete mirare un punto situato sotto il centro che sia facile da individuare (mira alle sei). Se si mirasse al centro del bersaglio, il profilo degli organi di mira si confonderebbe con la figura del bersaglio e sarebbe difficolto so mantenerli a fuoco. Se invece il vostro punto di mira è troppo distante dal punto di impatto, sarebbe problematico mantenere con precisione questa distanza e potrebbe verificarsi anche un errore di mira laterale. La distanza ideale è un terzo di quella tra il punto di mira e la base del bersaglio. In ogni caso l’importanza del punto di mira è secondaria rispetto a quella del corretto allineamento di tacca e mirino. Gli errori nella scelta del punto di mira possono essere risolti facilmente e quindi sono tollerabili. Per mirare dovrete servirvi del vostro occhio dominante. Per scoprire quale sia dovrete fare un piccolo esperimento; formate un anello con il pollice e l’indice e tenendo la mano a circa 40 centimetri dal volto, inquadrate un piccolo oggetto con entrambi gli occhi aperti. Tenendo ferma la mano chiudete alternativamente gli occhi. L’occhio con cui vedrete l’oggetto al centro dell’anello è quello dominante. Molti tiratori mirano sfruttando la visione monoculare, tenendo aperto l’occhio dominante e chiudendo l’altro. Comunque lo sforzo necessario a mantenere un occhio completamente chiuso indebolisce la concentrazione e contrae i muscoli facciali. fl mio consiglio è di mantenere aperti entrambi gli occhi; il fattore distrazione creato dall’occhio debole può essere evitato coprendolo con un dischetto semitrasparente che permetterà alla luce di raggiungere entrambi gli occhi e aumenterà la profondità divisione. Inoltre un occhio che rimane chiuso tende a dilatare completamente la pupilla creando una notevole disparità tra i due organi visivi che l’organismo compensa allargando leggermente anche la pupilla dell’occhio che rimane aperto. Gli organi di mira della vostra pistola dovranno essere di dimensioni ragionevoli, altrimenti sarà difficile riuscire a metterli a fuoco correttamente. Il mirino deve essere largo e rettangolare, l’apertura della tacca di mira deve avere la stessa forma del mirino. Deve risultare facile centrare il mirino nella tacca e le strisce di luce visibili ai due lati del mirino dovrebbero misurare un terzo della sua larghezza. Gli organi di mira delle pistole da tiro sono regolabili e il punto di impatto può essere alterato regolando la loro derivazione ed elevazione. Non tutte le viti di regolazione funzionano allo stesso modo; sarà quindi utile annotarne il funzionamento e portare sempre con se i relativi appunti. Gran parte dei tiratori preferiscono riferimenti colorati sugli organi di mira, soprattutto se hanno l’abitudine di mirare al centro del bersaglio (una tecnica correntemente utilizzata nell’allenamento al tiro da difesa); in questo caso i riferimenti contribuiscono ad aumentare il contrasto tra organi di mira e bersaglio. Visto che questa tecnica di mira non ci riguarda, vi consiglio di scegliere organi di mira neri opachi che danno una visione più definita. Dal momento che è praticamente impossibile tenere la pistola perfettamente immobile, la posizione di mira raffigurata nelle illustrazioni deve considerarsi come momentanea. Per tirare il grilletto ci vuole più di un momento per cui la pistola si muoverà anche durante la mira. Questo movimento deve essere mantenuto in un’area circoscritta situata sotto il bersaglio. Chiameremo questa porzione del bersaglio area di mira. Dovrete scegliere un punto posto sotto il barilotto, lasciando una piccola zona scoperta tra gli organi di mira e il bordo inferiore del nero. Con l’allenamento la vostra pistola si muoverà sempre meno e l’area di mira si ridurrà di conseguenza. Sfruttando questa tecnica troverete più facile concentrarvi sull’allineamento delle mire in quanto potrete preoccuparvi meno della reciprocità tra gli organi e il punto mirato. Inoltre il movimento della pistola apparirà più ridotto, dandovi modo di concentrarvi sullo scatto.

Controllo dello scatto

Lo scatto controllato del grilletto è il punto focale del tiro a segno. La perfezione in tutti gli altri aspetti della tecnica non vale nulla se lo scatto è effettuato in modo sbagliato, perché in questo caso verrà influenzata negativamente anche la tenuta in mira. Il dito che preme il grilletto deve applicare una pressione sul grilletto perfettamente in asse con la linea di mira; per ottenere questo è indispensabile un perfetto posizionamento del dito, con il centro del polpastrello a contatto con il grilletto. Questo perché il polpastrello si muove perpendicolarmente al grilletto mentre le altre parti del dito formano un arco. In questa posizione il dito indice non tocca il fusto o l’impugnatura dell’arma.

Se la forza esercitata sul grilletto non è assiale, si provocherà uno spostamento indesiderato della canna; se il dito indice è a contatto con il fusto o le guancette, i muscoli alla base del dito eserciteranno una pressione su un lato dell’arma che la devierà dalla linea di mira al momento dello scatto. La pressione applicata al grilletto deve essere leggera e progressiva finché non si è superato il momento dello scatto. Lo scatto deve essere coordinato in modo da cadere in quello che si definisce il periodo ottimale.

Sopra è possibile vedere il "periodo ottimale" il tempo utile per sparare, individuabile tra i 4 e 7 secondi dopo aver alzato il braccio per puntare l'arma.

Coordinare i movimenti

Fino ad ora abbiamo esaminato le singole componenti della tecnica di tiro. Tutti questi concetti devono essere fusi simultaneamente nell’atto di mirare e scattare. Se esiterete a premere il grilletto quando le mire appaiono ferme, con il passare dei secondi perderete stabilità. Tenere la pistola immobile e collimata sul bersaglio è un atto statico mentre premere il grilletto è un atto dinamico, quindi, usando una sola mano, dovrete coordinare elementi statici e dinamici. Per ottenere il massimo è meglio iniziare le due azioni contemporaneamente. Una volta alzata la pistola dovrete iniziare a premere il grilletto mentre eseguite l’allineamento finale delle mire. Una volta raggiunto il punto di mira il colpo dovrà partire quasi di sorpresa. Questo è chiamato tiro inconscio. Un tiro cosciente, ovvero uno scatto deliberato nel momento in cui pensate di essere perfettamente in mira è un errore. Lo sforzo di scattare nel momento in cui riteniamo che l’arma sia puntata correttamente provocherà inevitabilmente uno strappo al momento della partenza del colpo. Il tempo impiegato per mirare e scattare è fondamentale. Se è troppo breve difficilmente potrà essere inconscio, se è troppo lungo l’affaticamento dei muscoli e la ipossigenazione renderanno la mira instabile, diventerà difficile mantenere a fuoco le mire e resistere al bisogno di inspirare. Quindi il colpo deve partire nel periodo ottimale, quando tutti i fattori sono a nostro vantaggio; questo periodo mediamente è compreso tra i quattro e i sette secondi. Uno degli sbagli più comuni nel tiro a segno con la pistola consiste nello sparare coscientemente dopo che si è consumato il periodo ottimale. Questa è una reazione creata dal panico e invariabilmente si trasforma in un colpo sciupato. E’ molto meglio fare molteplici sforzi per ottenere un bel colpo piuttosto che tirarne uno a casaccio. Attenti però a non essere esageratamente cauti perché questo potrebbe originare la cosiddetta timidezza da grilletto, ovvero l’incapacità di premerlo durante il periodo ottimale. Per superare questa esitazione è indispensabile iniziare la trazione del grilletto fin dall’inizio dell’alzata; stringere l’impugnatura vi aiuterà.

Per riassumere:

• Il vostro occhio dominante deve mettere a fuoco solo gli organi di mira che vanno tenuti
perfettamente allineati.

• Gli organi di mira devono essere tenuti nell’area di mira.

• Mentre mantenete la mira premete progressivamente il grilletto.

• Se il colpo non parte durante il periodo ottimale, ripetete la sequenza.



L’esame definitivo

La partenza del colpo non deve essere considerata l’ultima fase della azione. Dopo aver sparato dovrete continuare a tenere la pistola in punteria, registrando nella vostra memoria l’immagine delle mire corrispondente al momento dello sparo. Lasciate che il rinculo esaurisca il suo effetto e che l’arma ritorni nella posizione che occupava prima che partisse il colpo. Solo a questo punto potrete abbassare il braccio. Se non si segue questa sequenza si rischia di rilassare la mano troppo presto e perdere concentrazione sulle mire per il colpo successivo. Il tiratore che è abituato ad abbassare il braccio non appena parte il colpo, prima o poi si abituerà a farlo prima dello sparo. Anticipare lo sparo mette in tensione i muscoli del braccio e della spalla per opporli all’atteso rinculo, provocando una deviazione più o meno ampia della linea di mira. Rilassando troppo l’impugnatura e l’attenzione sugli organi di mira, si diminuirà la capacità di controllare la pistola al momento dello sparo. Entrambi questi errori sono gravi. (voglio aggiungere a chi ricarica, che è sempre meglio ricaricare cartucce "leggere" piuttosto che dirompenti cannonate, proprio per facilitare questo aspetto del tiro). Per aiutarvi ad ottenere un buon follow through immaginate che il proiettile sia un piccolo razzo che abbandona la canna qualche secondo dopo l’accensione. Durante il follow through dovrete imparare a stimare la probabile posizione del vostro colpo sul bersaglio e quindi verificarla con il cannocchiale. Se non riuscite a memorizzare la posizione delle mire o la vostra stima del punto di impatto è errata, probabilmente non state eseguendo un buon follow through o peggio ancora, non siete concentrati a sufficienza.

Correggere gli errori

Il vostro obiettivo principale nel tiro a segno è colpire il centro del bersaglio. Per quanto possa sembrarvi un’affermazione ovvia, non è detto che questo vi riesca sempre, fondamentalmente per tre motivi:

a) Le vostre munizioni non vanno bene.

b) La vostra pistola non funziona come dovrebbe.

c) Munizioni e pistola funzionano perfettamente ma voi avete commesso un errore.

Le munizioni di fabbrica difficilmente provocano gravi problemi, ma qualche colpo può mostrare un comportamento eccentrico se la palla è danneggiata, se il lotto è molto vecchio, oppure, nel caso di ricariche domestiche, nel caso in cui le procedure per il loro confeziona-mento non siano state seguite in modo preciso. Usate sempre munizioni affidabili, provando quelle che funzionano meglio in tandem con la vostra pistola. Le ricariche vanno usate solo se siete assolutamente certi della loro sicurezza e costanza. E' molto più facile che sia l’arma ad avere un problema: gli organi di mira potrebbero essersi allentati o spostati inavvertitamente. La canna potrebbe essere impiombata creando perdita di precisione (in climi caldi o umidi questo succede molto rapidamente, anche se la canna viene pulita prima di sparare). Esaminate sempre la vostra pistola prima di iniziare l’allenamento, controllando accuratamente che le condizioni sopraelencate non si siano verificate. Pulite regolarmente la vostra arma e ogni tanto fatele fare un "tagliando" da un armaiolo competente. In realtà la maggior parte dei colpi sbagliati può essere attribuita ad errori commessi dal tiratore. Questi possono essere divisi in quattro gruppi fondamentali:

• Errori di mira.

• Errori di scatto.

• Errori di posizione o impugnatura.

• Errori di concentrazione.



Errori di mira

Se l’immagine degli organi di mira è scorretta, l’errore angolare risultante farà in modo che il proiettile colpisca il bersaglio lontano dal centro. Allo stesso modo se le mire sono ben allineate ma sono fuori dall’area di mira quando parte il colpo, un errore parallelo provocherà il medesimo fastidioso risultato. Alcuni tiratori ruotano la pistola, ovvero la tengono leggermente inclinata verso destra o sinistra. Ammesso che questa posizione possa essere mantenuta, questa posizione è più comoda e naturale, tuttavia amplifica gli errori di allineamento delle mire.Anticipando il colpo irrigidendo i muscoli del braccio oppure non eseguendo il follow-through otterremo invariabilmente un colpo in alto. Inoltre i colpi tenderanno anche ad andare a destra se il polso sarà troppo rilassato, a sinistra se ad essere rilassato è il gomito. Se posizionate in modo scorretto il dito sul grilletto lo potrete premere oppure tirare. Il grilletto sarà "premuto" quando questo verrà ad essere azionato con la seconda falange e il risultato sarà un colpo sulla sinistra e spesso troppo alto. Se il contatto tra il dito e il grilletto è invece troppo ridotto, questo sarà "tirato" e il colpo andrà verso destra. Ovviamente per i tiratori mancini il discorso va visto al contrario.

Errori di posizione e impugnatura

Se la vostra posizione è errata vi troverete sbilanciati e dovrete contrarre i muscoli per mantenere una mira corretta. Se la vostra impugnatura è sbagliata otterrete colpi errati.Un’impugnatura troppo debole lascerà che il peso della pistola faccia puntare la canna troppo verso il basso e a sinistra. Benché la mira possa sembrare buona al momento dello sparo la pistola si muoverà, sotto l’effetto del rinculo, nella direzione in cui incontra minore resistenza. Al contrario, se impugnerete con troppa forza l’arma, le dita forzeranno la parte inferiore dell’impugnatura torcendo la canna verso l’alto a destra.

Errori di concentrazione

La più comune causa dei colpi sparpagliati è la mancanza di concentrazione. Se la vostra mente è distratta non vi accorgerete dell’insorgere di errori di mira e i risultati saranno deludenti. Alcuni fattori esterni (fretta, rumore, cambiamenti della luce, vento, preoccupazione, il pensiero rivolto al punteggio) interferiscono seriamente con la vostra abilità di concentrazione. Anche le reazioni da stress possono essere una grave distrazione. Il risultato di una mancanza di concentrazione risulterà sul bersaglio con colpi assolutamente sparpagliati, senza una logica particolare. E’ essenziale che analizziate accuratamente i vostri risultati in modo da determinare la causa dei vostri errori e poterli prevenire evitando che queste cause si ripresentino. Guardatevi sempre dagli errori ma non rassegnatevi al fatto che siano sempre originati da un vostro errore. La maggior parte degli errori, lo ripetiamo, nascono da una tecnica sbagliata, ma c’è sempre la possibilità che qualcosa possa essere andato storto con le munizioni o con l’arma. Quando siete concentrati è molto più facile riuscire ad individuare la vera causa dell’errore. Dovrete analizzare ogni singolo colpo dopo che ha raggiunto il bersaglio e questo deve avvenire sia in allenamento che durante una gara. Progressivamente si formerà nella vostra mente un idea ben definita di come dovrà presentarsi un colpo esatto, tanto a livello tecnico che di feeling. Una volta che questa immagine si sarà scolpita indelebilmente nella vostra mente troverete più facile rinunciare ad effettuare un colpo che non vi convince fino in fondo. Non dovrete mai rilasciare un colpo affidandovi alla fortuna; cercate piuttosto di ottenere colpi perfetti e se vi sembra che qualcosa stia andando storto, abbassate il braccio e ricominciate tutto da capo.

Doppietta






Nel 1.800 le persone durante l'arco della vita possedevano anche solo un fucile, ed attribuivano un valore, pratica ed affettiva alla propria arma.
Questo succedeva in tutte le classi sociali, anche tra i benestanti, poiché era diffusa una "filosofia" di conservazione, non di consumo.

 100 anni fa' una doppietta veniva pensata e costruita per essere il fucile non di una, ma di molte vite e doveva durare il più a lungo possibile, senza dare problemi.
                
Consideriamo anche che prima i fucili sparavono molto piu'di oggi, Erano altri tempi e c'erano meno vincoli e più uccelli...per cui le armi e tutto il resto si testavano in modo molto pesante e senza mezze misure.
Quante antiche doppiette si vedono con la zigrinatura dell'astina e dell'impugnatura quasi completamente consumata! E sparano ancora...
Questi fucili mi affascinano molto ,quando compro una vecchia doppietta, magari , pensando Chissà quante fucilate avrà sicuramente sparato,in tante stagioni di caccia.

E non vedo l'ora di ridarle la vita portandola a caccia.