Il vandeano (famiglia dei griffon)
Della famiglia dei griffoni è stato l'ultimo ad essere riconosciuto.
IL dipartimento della Vandea, ha dato il nome a una fra le piu' antiche razze di cani griffon francesi.
I francesi hanno selezionato ben quattro razze di vandeani : il petit basset griffon vendeen, 34-38 cm al garrese, grand basset griffon vendeen, 39-43 cm , il briquet griffon vendeen, 50-55 cm , e il grand griffon vendeen, oltre i 60 cm.
Il padre di tutte le razze è il grande, che viene usato per la caccia al cinghiale.
Il briquet è stato l'ultimo ad essere riconosciuto, accoppiando soggetti grand con cani locali di varie origine.Soggetto , solido e potente il colore piu' diffuso è il bianco-arancio, il pelo deve essere sempre ruvido al tatto.
Gli arti dotati di buona muscolatura, collo solido, tronco compatto e forte. in italia queste razze vengono utilizzate prevalentemente sul cinghiale.
Breton, nella botte piccola c'e' buon vino.
Se a caccia si vogliono risultati sicuri non c'e' da puntare su questa razza,che sono cani che sanno cosa fare appena messi sul terreno.Perche' l'e'pagneul breton e' cosi' ,sin dalle sue origini,un grande cacciatore,di ogni tipo di selvaggina.
Viene messo
anche in muta a cercare il cinghiale , ma questi soggetti se sono destinati alla riproduzione si provocano delle alterazioni alla loro linea di sangue:figli e nipoti avranno poco o nulla del cane da ferma e tanto di quello da seguita.Il Breton è il massimo come razza da ferma e la più piccola fra le razze da caccia,Bassotto tedesco a parte.Le piccole dimensioni gli consentono di entrare in ogni luogo dove altri cani non possono entrare.Inoltre la sua piccola statura lo fa preferire nel trasporto in auto rispetto ad altri cani come:Setter Pointer Bracchi ecc.Il Breton è riconosciuto come seconda razza da ferma più diffusa dopo il setter inglese,egli è molto portato per la caccia al fagiano.L'Epagneul Breton resiste alla grandine al freddo e all' umidità e caccia volentieri nelle acque aquitrinose.Anche il caldo non lo spaventa.Il suo mantello non richiede molta cura.L'unico difetto di questa razza è l'eccessiva velocità che a volte mette a dura prova i cacciatori soprattutto se si tratta di persone anziane o fuori allenamento che non riescono a tenergli il passo.
Cani da seguita su cinghiale Cane da seguita
Il segugio maremmano è la razza che da secoli viene utilizzata esclusivamente per la caccia ai cinghiali.
Il segugio maremmano su cinghiale è un cane di medio-piccola statura oscillante fra i 46 -50 cm da terra al garrese. La struttura morfologica gli consente di cacciare molto bene nel folto della macchia mediterranea, come negli attuali boschi incolti. Sono in generale ottimi “abbaiatori a fermo”, coraggiosi, ma non aggressivi, molto insistenti.
Sono dei mesocefali con canna nasale leggermente più corta della lunghezza del cranio; il bilanciere cerebro-cervicale li agevola a seguire bene le passate e le tracce sia a terra, sia alte. Sono cani tenaci, resistenti alla fatica.
Quando sono bene addestrati, il rientro a fine caccia non rappresenta un problema. I segugi italiani a pelo raso e a pelo forte hanno iniziato recentemente ad essere utilizzati nella caccia su cinghiale. Non c’è differenza fra pelo raso e pelo ruvido. Fra i segugi esteri presenti in Italia il più dotato è il griffon nivernese che per il colore del mantello, della tessitura del pelo e del sottopelo, è quello che nel tipo e nella struttura morfologica si avvicina molto al segugio italiano. Nella graduatoria delle preferenze in Italia hanno successo i briquet griffon vandeani e i grand basset vandeani.
Hanno buona predisposizione anche i beagle-harrier, abbastanza diffusi in Italia. Da noi ci sono cinghialai che preferiscono mute di beagle, cani tenaci, resistenti, coraggiosi, perché offrono scarso bersaglio alle cariche dei cinghiali. Buone anche le mute di segugi del Giura, anche se per il colore del mantello corrono rischi superiori non dai cinghiali, ma dai postaioli dal grilletto facile.
Omaggio alla doppietta
Quest' articolo vuole essere un doveroso omaggio alla gloriosa e mai dimenticata "doppietta" ormai scomparsa dai Campi di Tiro, anche da quelli all'Elica (evidentemente la proibita disciplina del Piccione non è riuscita a tramandare ai "praticanti riconvertiti" l'utilizzo della stupenda arma...), a seguito di ulteriore approfondimento crediamo di aver capito cosa potrebbe essere accaduto.
Mi spiego meglio: l'elegante arma lunga ormai può considerarsi "estinta" (se si escludono i pochi collezionisti fissati ed abbienti disposti a spendere decine di migliaia di euro per un raro esemplare -poniamo- di fabbricazione inglese o belga senza escludere quelli bellissimi Made in Italy di cui in questa sezione vi mostriamo alcune foto), la doppietta -dicevamo- è rimasta vittima della tendenza a far scomparire o, comunque, nascondere le cose utili,
a vantaggio dell'effimero "di moda". In pratica ha fatto la stessa fine delle travi nelle case, che reggono l'intera struttura ma non si devono vedere; Ma che importa? Nell'era dell'immagine e nella cultura dell'apparire ciò di cui non si può fare a meno, quello che veramente serve, va comunque nascosto, in quanto non più di moda. Di contro, vi è la tendenza (speculare) a mostrare l'effimero, l'inutile, il superfluo ma bello... Un esempio per tutti: fucili automatici per uso venatorio con legni ed incisioni "extra - super - lusso" e riporti in oro sulla carcassa, che vengono esitati a prezzi di listino di gran lunga superiori a quello di un'onesta doppietta senza fronzoli, ma essenziale ed elegante di suo. Che altro dire? Penso che, ad eccezione del "Piattello - Fossa", tutte le altre discipline del Tiro a Volo e soprattutto la Caccia, avrebbero un altro sapore, se tentate con una robusta doppietta con le giuste (e diverse...) caratteristiche tecniche, a seconda degli utilizzi.
Ma non fate caso alle parole di un inguaribile "nostalgico", fra non molto trionferanno i fucili di gomma e non potremo più neanche... "toccare legno!".Noi nel frattempo comunque non possiamo fare ameno di rimanere semplicemente estasiati alla vista di questa meravigliosa arma e vi mostriamo le interpretazioni più belle realizzati dai grandi artigiani italiani accettiamo foto e commenti da inviare al nostro indirizzo mail ( armionline1@gmail.com Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) per rendere sempre più un doveroso omaggio a quest arma ingiustamente relegata all oblio
Cartuccia 700 Holland & Holland
La cartuccia cal. 700 Nitro Express nota anche come .700 Holland & Holland, è una munzione sviluppata dalla Holland & Holland tra gli anni '70 su richiesta di alcuni cacciatori. La cartuccia è basata su una palla di circa 64 g spinta a circa 610m/s. Risultando così la cartuccia commerciale più potente al mondo. Le armi pesano attorno ai 10Kg, e sono tutte doppiette a canna rigata. I costruttori di armi simili sono pochissimi.
Fucile calibro cal. 700 Nitro Express

Queste armi hanno in comune le seguenti caratteristiche :
- canne da 660mm
- bascula ricavata dal pieno, con rinforzi laterali
- acciarini del tipo "a molla indietro", con doppie stanghette di sicurezza
- grilletto di tipo bigrillo
- sicura automatica al dorso
- calciolo in gomma antirinculo
- estrattori automatici
- batterie smontabili a mano
- doppia chiusura ai ramponi, più terza chiusura H&H di sicurezza
Dati dimensionali di questa cartuccia:
- Diametro massimo del proiettile = 17,79mm
- Lunghezza massima della cartuccia assemblata = 100,30mm
- Lunghezza massima del bossolo = 82,55mm,
- Diametro del colletto = 18,49mm
- Diametro del fondello = 22,61mm
- Pressione di esercizio (media massimale) = 2200bar
- Tipologia degli inneschi = Large Rifle Magnum
- Passo di rigatura (commerciale) tipico = 1 giro in 30" per canne da 660mm (26") con 8 righe a passo costante, per palle da 1000grs. di peso
winchester cartucce da caccia
Winchester super speed generation 2
Mezzo secolo fa Winchester super speed si imponeva per le cartucce da caccia ,che sbalordivano con le loro straordinarie prestazioni sui tiri a lunghissima distanza.
oggi la nuova super speed generation 2 di Winchester rinvigorisce i nuovi standard della caccia.
L'anima di questa cartuccia è l'innovativa polvere G2 (super speed generation 2 36 g).
Questa cartuccia è in grado di stabilire un equilibrio perfetto fra carica,velocita' e pressione. I nostalgici ritroveranno i segni distintivi di questa cartuccia da leggenda ,come la scatola piatta o l'orlatura a forma di stella nel suo centro.
Con la sua speciale saldatura dell'orlo la cartuccia è completamente chiusa ed i pallini al suo interno sono perfettamenti protetti, cosi' la speciale chiusura consente di attenuare e regolarizzare la pressione sviluppata, mantenendo velocita' molto elevate.
Maggiore velocita' e pressione controllata.
La nuova polvere G2 ha permesso di conciliare alcuni parametri che sono incompatibili,aumenta la velocita' dei piombi senza aumentare la pressione .Le norme limitano questa pressione a 740 bar circa per una cartuccia standard che puo' essere sparata nella maggior parte dei fucili tradizionali.
La nuova super speed generation 2 da 36 g è caricata con una maggiore quantita' di polvere che ne aumenta la velocita' di quasi 20 m/s conservando la pressione sotto il limite dei 740 bar.
Rosate regolari
La nuova super speed generation 2 da 36 g è caricata con borra di tipo ''Z'' e 4 gambi di compressione , invece dei 3 delle celebri borre Winghester W W.Questa borra con fondello in plastica dal design specifico permette, nonostante l'elevata velocita' , di conservare l'eccelente regolarita' delle rosate anche su lunghissime distanze.
0rlatura saldataSaldando il centro della cartuccia a forma di stella, la artuccia è completamente chiusa ed i pallini al suo interno sono perfettamente protetti .
fucile Sharps
tordo
Esistono due specie di Tordi, il Tordo sassello ed il Tordo bottaccio. Mentre il Tordo sassello, di qualche centimetro meno lungo del Tordo bottaccio, è solo migratorio ( di passo), il Tordo bottaccio, pur essendo in maggioranza migratorio, in parte vive stanzialmente nel nostro territorio, ove nidifica, nei fitti boschi della catena delle Alpi e degli Appennini.
Il tordo bottaccio pesa circa 75-80 grammi, mentre la sua lunghezza oscilla attorno ai 22 centimetri. Il peso del tordo sassello si aggira, invece, attorno ai 65 grammi. Si ciba di bacche, ma non disdegna uva e olive. Nei momenti di magra prende di mira il frutto dell’edera. L’arrivo nei nostri boschi si concentra nel periodo che va dalla metà di settembre alla metà di ottobre. Una parte di essi passano l’inverso nel nostro paese in prossimità dei litorali e sulle isole. Per la caccia al capanno risulta sufficiente un calibro 20 -24, per la caccia d’attesa, risulta indicato il calibro 12, mentre in considerazione della consistenza del tordo risultano indicate cartucce piombo 8, 9 e 10.
Beccaccino
Vive in zone umide e paludose ed in genere laddove c’è presenza di acqua, come in prossimità di fiumi, ruscelli, torrenti. Si ciba di insetti ed in particolare di vermi, di cui è ghiotto, che si procura con il suo lungo e sottile becco, che affonda nel terreno morbido e paludoso.
Come la beccaccia, la sua attività si svolge prevalentemente di notte e al crepuscolo, mentre durante il giorno preferisce la pigrizia. Fa parte della selvaggina migratoria. Il suo arrivo nel nostro paese inizia già a fine agosto, per continuare a settembre, intensificandosi nel mese di ottobre, mentre il ripasso inizia a fine febbraio per concentrarsi nei mesi di marzo e aprile, viaggiando durante la notte a piccoli gruppetti.
Allodola
Tipico uccello delle immense tenute pianeggianti prive di alberi, possibilmente coltivate a grano. Il suo peso oscilla intorno ai 40 grammi, mentre la sua lunghezza oscilla intorno ai 18 centimetri.
Della popolazione presente nel nostro paese, in massima parte è migratoria. La restante è stanziale e nidifica nelle nostre campagne. Al riguardo, depone 4/5 uova in un improvvisato nido dietro una zolla o in qualche buca del terreno. Come i gallinacei nidifica a terra, e la schiusa delle uova avviene dopo circa 15 giorni. Durante questo periodo e finché i piccoli non diventano adulti (dopo 2 settimane circa) la femmina riceva la collaborazione del maschio. Un tempo, durante i mesi di settembre e ottobre periodo di “passo” e durante i mesi di marzo e aprile, periodo di “ripasso”, i gruppetti più o meno numerosi che si susseguivano uno dopo l’altro in punti determinati (valichi) ben noto ai cacciatori non si contavano. A secondo delle condizioni metrologiche, le allodole volano ad altezze e a velocità diversa, rasentano il terreno o si portano ad altezze tali che di loro arriva solo il canto. Quando volano controvento ed il vento è piuttosto forte, si ha l’impressione che le stesse stiano ferme. In questo condizioni, contrariamente a quanto si possa immaginare, diventa più difficile cacciarle.
La Tortora
appartenente alla famiglia dei columbidi, che sceglie di vivere in tenute aperte, coltivate e ricche d’acqua di cui avverte un notevole bisogno.
E’ un uccello che si lascia ammirare per il suo volo elegante e veloce. Abitualmente le tortore si muovono in coppia, anche se non mancano occasioni per poterle avvistare in piccoli gruppi, in particolare quando si avvicina il momento della partenza per i paesi scelti per trascorrervi l’inverno. La femmina di tortora, come la maggioranza delle specie di uccelli, è più piccola del maschio. Nidifica nel nostro paese anche due volte nella stessa stagione.
Il merlo
Presente ovunque nel nostro paese, come nel resto d’ Europa. Assieme al passero è l’uccello più facile da avvistare e più conosciuto.
Nei Centri urbani non esistono aree destinate al verde, come parchi, ville comunali e giardini, che i merli non hanno preso d’assalto per il loro tranquillo habitat, lontano dalle doppiette dei cacciatori. Tutto nero, il maschio ha il becco giallo, mentre la femmina presenta un piumaggio meno lucido e grigiastro. Si nutre d’insetti, bacche, ma i vermetti rappresentano per il merlo il boccone preferito. E’ un uccello che si adatta all’ambiente in cui vive. Se sceglie di seguire gli insediamenti dell’uomo, stabilisce con questi un rapporto cordiale, viceversa, se sceglie di vivere tra rovi e fitte boscaglie, allora il rapporto con l’uomo- cacciatore, dal quale si deve difendere, diventa meno cordiale
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