SCHEDA TECNICA
Express Redolfi
E' un fucile a canna rigata sovrapposto.
Caratteristiche tecniche:
•Costruttore: Fratelli Redolfi
•Modello: Fucile tipo express a doppie canne rigate sovrapposte
•Tipo: Merlin, Special Lusso ed Extra Lusso
•Impiego pratico: Destinata principalmente alla caccia al cinghiale
•Calibri: 444 per la Marlin, possono essere camerate anche in calibro 9,3 x 74 R e 8 x 57 JRS
•Estrattori: automatici e selettivi
•Scatto: Monogrillo
•Canne: le canne sono prodotte dalla Sabatti. Lunghe sessanta centimetri, portano la lunghezza totale dell’arma a circa 103 centimetri, sono realizzate in acciaio al nichel cromo bonificato mediante rotomartellatura a freddo. L’ottimo grado di finitura interna e la perfezione geometrica delle rigature conseguibili con questo procedimento, conferiscono alle canne un’ottima precisione di tiro. L’unione delle canne viene eseguita in monoblocco e le semi bindelle sono saldate a stagno
•Congegni di puntamento: Il mirino a pallino in ottone, montato sopra una piacevole rampa, e’ abbastanza visibile anche in condizioni di luce precarie.
•Calcio ed asta: Il calcio a pistola con poggia guancia alla bavarese e l’astina a coda di castoro sono in noce balcanico scelto, di buona qualità finito ad olio. Deviazioni e pieghe possono essere richieste su misura dal cliente. Ottimo il zigrino a passo fine eseguito a mano e provvidenziale il calciolo antirinculo in gomma. Particolare degno di nota e’ che, sempre su richiesta del cliente, si può avere un calcio personalizzato, completamente inciso e lavorato secondo gusti prettamente Mitteleuropei, con soggetti di caccia sia europea che africana.
•Finiture: L’estetica dell’arma e’ accattivante, sia per la pulizia della linea che per la sobrietà dello insieme.L’arma punta all’essenziale pur mantenendo un certo grado di finiture, le leggere incisioni manuali sono buone, sul petto di bascula spicca il marchio stilizzato dei Redolfi ,mentre decisamente bella è la scritta EXPRESS sopra le canne. Esiste un modello Special Lusso con forte incisione in stile sempre eseguita a mano e una
una versione “Fuori Serie” con la bascula interamente realizzata dall’Artigiano partendo dal pieno, con i rinforzi a pipa laterali e finiture personalizzate su richiesta del cliente. L’accoppiamento tra meccanica e calciatura per essere stato eseguito industrialmente e’ più che accettabile, guardando attentamente si notano delle tracce di polvere rossa utilizzata dall’artigiano per eseguire con precisione l’incassatura.
•Materiali: La bascula cromata, realizzata in acciaio trilegato al NI-CR-MO ad alta resistenza è di produzione Sabatti.
•Prezzo: Il prezzo del Modello base in calibro 444 Marlin e’ di circa 1500/1600 euro mentre la versioni Special Lusso circa 2000,00 euro la versione Extra Lusso costano circa 3000,00 euro.
Archibugio
L'archibugio è un arma da fuoco che iniziò ad essere usata nella seconda metà del XV secolo. Il termine deriva dall'olandese hake-bus (scatola con uncino). La parola italiana nasce invece dall'intrusione delle parole arco e buco.
Era un'arma ad avancarica, a canna liscia il cui calibro era intorno ai 15 -18mm ed è considerata la prima arma da fuoco che poteva essere imbracciata in modo simile agli attuali fucili permettendo una certa precisione nel tiro. La sua gittata era limitata a circa 50m a causa dei rimbalzi che il proiettile subiva contro le pareti della canna e donavano a quest'ultimo una traiettoria piuttosto erratica.
Fucile sette canne Nock
Il fucile sette canne Nock era a canna liscia a pietra focaia arma utilizzata dalla Royal Navy durante le prime fasi delle guerre napoleoniche.Progettato per il combattimento da nave a nave, il suo uso è stato limitato e infine interrotto perché il potente rinculo limitato il suo utilizzo.
L'arma è stata inventata dall'ingegnere inglese James Wilson nel 1779, e prende il nome Nock, il produttore di armamenti londinese contratto per costruire I'arma. La scarica simultanea di sette colpi avrebbe effetti devastanti sui gruppi molto compatti di nemici.
L'arma era attivata da un meccanismo a pietra focaia di serie, con la polvere da sparo innesco accensione della carica centrale tramite un piccolo sfogo. Quando il flash ha raggiunto la camera centrale, tutte le sette canne, sparando più o meno simultaneamente.
I primi modelli presentavano canne rigate, ma questo ha reso il caricamento , un processo lungo e ingombrante, quindi i modelli che seguirono furono realizzati con canna liscia.
Durante le prime fasi delle guerre napoleoniche, 635 Nock fucili sono stati acquistati dalla Royal Navy. Tuttavia, i tentativi di utilizzare l'arma durante il combattimento rivelarono rapidamente difetti di progettazione. Il rinculo causato da tutti i sette colpi era più potente di quanto si potesse pensare, in ogni caso l'arma era molto difficile da controllare.
Scheda tecnica
Lunghezza Canna 20 pollici (510 mm).
Cartuccia 0,52 pollici (13,2 millimetri).
Azione Flintlock, canna multipla.
Tasso di fuoco Sette colpi .
Il fucile sette canne Nock e' stato portato all'attenzione moderna grazie alla sua apparizione nel film La battaglia di Alamo.
I fucili d'assalto..
I fucili d'assalto offrono molti vantaggi, tra cui la possibilità di poter sparare efficacemente mentre si è in movimento, il non dover più provvedere al riarmo dell'arma dopo ogni colpo, ed alcune tattiche, tra cui il fuoco di saturazione.
Ci sono alcune caratteristiche comuni nei fucili d'assalto:
* capacità di fuoco selettivo: l'arma può sparare sia a colpo singolo sia in modalità automatica. * L'essere dotato di un caricatore amovibile ad alta capacità . * l'utilizzo della cosiddetta munizione intermedia.
Il termine venne coniato dallo stato maggiore britannico per descrivere le nuove armi messe in campo dalle forze armate tedesche durante la Seconda guerra mondiale.

Queste avevano sviluppato una nuova maschinenpistole (pistola automatica) MP-44 dalle caratteristiche inusuali. Infatti essa era più simile ad un fucile che non ad una pistola, usava una munizione "intermedia" (meno potente dei calibri ordinari da fucile, ma più potente dei calibri da pistola dell'epoca). I generali tedeschi si accorsero delle vere potenzialità dell'arma ma incontrarono la forte opposizione di Adolf Hitler, ostile al concetto di munizione intermedia ed a dotare i suoi soldati di un'arma che percepiva meno potente. Testata sul campo di battaglia incontrò un ampio favore tra le truppe. Rinominata "SturmGewehr-44", o StG-44 (dal tedesco "Sturm", tempresta e "Gewehr", fucile) Hitler la vide come un ottimo strumento di propaganda ed approvò, finalmente, la produzione di massa.
L'StG non fu il primo fucile d'assalto della storia, infatti taluni vogliono come capostipite della dinastia il russo Fedorov Avtomat, od altri ancora (forse di diritto, anche se completamente inaffidabili e soggetto a continui inceppamenti) l'italiano Cei-Rigotti; entrambe queste armi vennero utilizzate in minuscoli quantitativi nella prima guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi, soprattutto l'Avtomat che si rivelò essere un'arma affidabile e potente, anche se molto costosa e difficile da produrre. Un'altra arma, forse più simile ad un fucile automatico che ad un vero fucile d'assalto, era il messicano Mondragon mod. 1900, utilizzato in piccola serie anche dai tedeschi nella prima guerra mondiale, oltre che nella rivoluzione messicana. Sta di fatto che l'StG è stato il primo fucile d'assalto ad essere impiegato da un esercito regolare effettivamente come tale e in quantitativi notevoli; inoltre era un fucile d'assalto che incorporava tutte le caratteristiche dell'arma in maniera completa e non sperimentale. In particolare era un'arma utilizzabile sia per il fuoco automatico che per quello semiautomatico, con una munizione leggera (Cei Rigotti e Avtomat utilizzavano proiettili full power poco potenti, mentre lo StG aveva una munizione "intermedia" vera) e un peso contenuto, una gittata inferiore a quella di un fucile "tradizionale", dimensioni ridotte, ecc. Da allora i tentativi di replicare la formidabile arma crebbero in numero e varietà , tra cui il primo e più famoso Kalashnikov AK-47.
Altri notabili fucili d'assalto sono il tuttora validissimo M16 statunitense e la sua evoluzione l'M4 , l'SA80 (conosciuto anche come L85), l'FN FAL belga nel calibro tedesco 7,92 x 33 Kurz (era stato originariamente progettato per lo Stg-45), l'israeliano Tavor e l'italiano Beretta AR 70/90.
Le diverse tipologie di munizione nei fucili d'assalto sono quantomai numerose. La genesi di queste munizioni intermedie possono essere grossolanamente ricondotte a due grandi famiglie: quelle derivate accorciando delle munizioni "full-power" dei fucili d'ordinanza (il 7,92 Kurz o il 7,62 Soviet dell'AK47 rientrano in questa categoria...) o creandone di totalmente nuove (il 5,56 NATO od i nuovi calibri iperveloci come il 5,7 della Five Seven belga appartengono a questo tipo).

Entrambi i calibri intermedi, rispetto alle munizioni da fucile classiche, hanno il vantaggio di rendere l'arma controllabile nella modalità di fuoco a raffica e permettono di portare molte più munizioni in combattimento.
Ci sono vari tipi di munizioni, come ad esempio le semplici Full Metal Jacket (FMJ), quelle a Punta cava JHP (vietate dalla convenzione di Ginevra), quelle traccianti, quelle perforanti ed altre ancora. Le munizioni FMJ hanno un nucleo di piombo incamiciato in un metallo più duro (ottone o leghe di rame con altri metalli più duri...) che garantisce la resistenza della palla. Sono obbligatorie come standard minimo in ambito militare, per garantire ferite "pulite" ed evitare la deformazione del proiettile nell'impatto contro bersagli umani. Le munizioni a punta cava, sfruttando il principio dello shock idrodinamico si espandono o frammentano più facilmente all'impatto causando danni maggiori ad un corpo umano ma con minore effetto su eventuali protezioni come giubbotti antiproiettile. Le palle traccianti hanno la base concava e riempita di una miscela luminosa a base di fosforo, che si incendia ed è visibile già dopo circa 40-50 metri. Queste ultime sono utili negli scontri notturni od in ambiente urbano per permettere al tiratore di individuare la precisa traiettoria dei proiettili sparati con tiro istintivo. Un altro uso prevede l'inserire uno di questi colpi al terzultimo posto del caricatore, in questo modo alla partenza del proiettile tracciante la persona che utilizza l'arma sa che il caricatore è quasi terminato, e che è presto necessaria la sostituzione di questo.
I fucili d'assalto oltre a differenze nel calibro offrono fondamentali differenze nel design, a seconda delle richieste specifiche del committente. Un esempio sono i fucili d'assalto cosiddetti "compatti", ottimi nel combattimento urbano, a causa del ridotto ingombro e della facilità di trasporto. Un'altra variante sono i moderni fucili dalla configurazione "bullpup", con il caricatore spostato indietro rispetto al grilletto, ottenendo un fucile più corto a parità di lunghezza di canna ma, d'altra parte, l'impossibilità di cambiare spalla ed impugnatura per il tiratore, cosa essenziale se si vuole sparare da un riparo che può trovarsi dalla parte opposta di come si impugna abitualmente l'arma. Per esempio, un soldato mancino che utilizzi uno Steyr AUG (che presenta la finestra di espulsione sulla sinistra) potrà sparare riparato se il riparo si trova alla sua destra, mentre esporrà completamente il corpo se il riparo disponibile si trova a sinistra. Questo difetto che compromette anche la possibilità di utilizzo da parte di soldati con diversa mano dominante se non con difficoltose modifiche, è stato risolto da alcuni fucili di ultima generazione come l'FN F2000 che fa uscire la cartuccia dalla sommità della canna.
Gli eserciti di Austria, Irlanda, Australia e Gran Bretagna hanno dovuto variare le tattiche di fuoco e copertura per ovviare parzialmente a questo problema, posto dalle armi "bullpup"
AR 70/90 scheda tecnica
Il fucile d’assalto Ar 70/90 è camerato per il calibro americano 5.56 mm della famosa Società italiana di armi Pietro Beretta Spa che lo ha cominciato a sviluppare nel 1968. Il fucile definitivo apparve circa nel 1972 e dopo le prove fu adottato dalle Forze Speciali italiane, così come da degli eserciti stranieri, come quelli della Giordania, della Malaysia ed altri. Il fucile fu designato AR-70/223, ed era disponibile in tre versioni di base (fucile d’assalto standard AR-70/223, carabina SC-70/223 con lo stesso tromboncino ma con calciolo gruccia ripiegabile, ed una carabina speciale SCS-70/223 con tromboncino accorciato e calciolo gruccia ripiegabile). Venne sviluppata anche la versione da appoggio tattico (mitragliatrice leggera), variazione sul modello base del 70/223, col caricatore a cassetta amovibile rapido, ma non ottenne grosso successo.
Cenni storici
Il progetto di base mostrò dei piccoli difetti, e quando l’esercito italiano decise di sostituire il suo obsoleto fucile d’assalto Beretta BM59 in calibro 7.62mm col nuovo calibro Nato 5.56mm, la Beretta partecipò alla gara d’appalto con la versione migliorata dei 70/223. Questa versione migliorata apparsa nel 1985 vinse le prove successive. Nel 1990 l'AR-70/90 fu adottato come fucile d’assalto standard, con le varianti disponibili di SC-70/90 (lo stesso fucile ma col calciolo gruccia ripiegabile per Forze Speciali) e l’SCP-70/90 (carabina per truppe Aerotrasportate con tromboncino accorciato e calciolo gruccia ripiegabile). Una versione da appoggio tattico (mitragliatrice leggera) è disponibile come Mitragliatrice leggera 70/90. Il Beretta AR-70/90 è il fucile d’assalto standard dell'Esercito italiano, ed è anche offerto per l’esportazione. Sia i fucili d’assalto 70/223 che i fucili d’assalto 70/90 sono disponibili anche in versione solo semi-automatica per polizia ed il mercato civile.
AR 70/90 con ottica
Descrizione tecnica
Gli AR-70/223 ed i fucili d’assalto AR-70/90 sono molto simili nel progetto base, ma con delle differenze. La descrizione sotto riportata è per l’AR-70/90, con riportate le differenze rispetto al celebre 70/223, dove necessario.L'AR-70/90 è un’arma da fuoco automatica a recupero di gas. Il castello è fatto in lamina d’acciaio stampata, composte da due metà unite sul retro e sul fronte. Per la manutenzione da campo si può aprire il castello spingendo il pulsante sul retro che svincola il castello che è incardinato sulla parte anteriore. Se necessario, può essere svincolato anche il cardine anteriore, così si potrà separare completamente il castello. Sull'AR-70/223 il castello superiore è di sezione trasversale quadrata, con nervature di rinforzo separate. Questa conformazione si dimostrò poco robusta, per cui l'AR-70/90 presenta una sezione trasversale del castello superiore sagomata di forma trapezoidale, con saldate delle nervature di rinforzo.L’azione a recupero di gas dell'AR-70/90 è di tipo convenzionale, col pistone del recupero gas lungo, posizionato sopra il caricatore. L’asta del pistone del gas è collegato al gruppo otturatore con un chiavistello, e la molla di ritorno è posizionata sul pistone del gas, sopra il caricatore. Il gruppo recupero gas presenta fori di parzializzazione dell’uscita dei gas (per le condizioni ordinarie o critiche), e la chiusura completa della fuoriuscita gas, avviene alzando l’apposita leva ad anello per il lancia granate. Quando la leva per il lancia granate è alzata nella posizione di fuoco, chiude automaticamente e del tutto la fuoriuscita dei gas che vengono tutti convogliati nel vivo di volata. La leva selettore è piuttosto simile a quella dei fucili d’assalto Kalashnikov AK-47, ed ha i lati massicci, i quali sono imperniati nel manicotto del tromboncino che è solidale alla canna. L’astina o impugnatura anteriore e agganciata al tubo copri asta guida molla.
L’asta guida molla è coperta da un tubo, ed è possibile la sostituzione rapida della canna (ma solo per la manutenzione non da campo), senza l’esecuzione delle rettifiche estese della testata. Il vivo di volata è cromato internamente.
Il selettore per il tiro ordinario/automatico sui fucili d’assalto della serie AR-70/90 è per colpo singolo, raffica controllata di tre colpi (accessorio extra sui fucili d’assalto AR-70/22) e raffica. Il selettore della sicura ordinaria è ambidestro sui fucili d’assalto della serie AR-70/90, mentre è localizzato sul lato destro del castello sui fucili d’assalto della serie AR-70/223.
Carabina d'assalto Beretta SCP 70/90,la canna intercambiabile è usata per laciare le granate
Il caricatore delle armi della serie dei fucili d’assalto AR-70/90 è realizzato usando lo STANAG NATO (Colt M16), col pulsante di sgancio localizzato in basso su ambo i lati del castello sotto il selettore di tiro. Sui fucili d’assalto AR-70/223, il caricatore era semilunare per trenta colpi, con il pulsante di sgancio localizzato sotto il selettore di tiro ed il ponticello del grilletto. Sia i fucili d’assalto AR-70/90 che i fucili d’assalto serie AR-70/223, sono del tipo ad otturatore aperto quando il caricatore è esaurito. Il pulsante di sgancio dell’O.A.C.E. è localizzato sul lato sinistro del castello, sopra il selettore di tiro.
Il mirino dei fucili d‘assalto AR-70/90 si trova sopra il gruppo recupero gas, e la diottra/tacca di mira del tipo ad alette è tarata per 250 o 400 metri. Sulla superficie del castello è presente una maniglia sganciabile che ha degli agganci di tipo STANAG NATO per potervi apporre tutti i vari accessori disponibili (intensificatori di luce "Orion" o Aimpoint, mirino telescopico 4X Zeiss), possono essere installati facilmente anche altri mirini con attacchi compatibili, se richiesto.
Le impugnature su tutti i fucili è fatta di plastica, sia sui fucili standard che hanno il calciolo-gruccia di plastica o fisso. Il fucile d’assalto SC-70/223, il fucile d’assalto SC-70/90 ed il fucile d’assalto SCP-70/90 sono solamente varianti dei fucili AR avendo di particolarità il calciolo-gruccia, metallico, ripiegabile e non coperto di plastica. La carabina di SCP-70/90 è simile all’SC-70/90 e si differenzia per il tromboncino spegni-fiamma accorciato che non può essere usato per lanciare granate. Comunque, un lanciatore di granata amovibile è disponibile ed è agganciabile con un morsetto sotto l’astina subito dopo il ponticello del grilletto. L’impugnatura a pistola di tutti i fucili d’assalto di AR-70/90 hanno di serie una cavità all’interno della quale è alloggiato un kit di pulizia.
Un’ampia varietà di accessori è inoltre disponibile per i fucili d’assalto AR-70/90, incluso coltello, baionetta, bipiedi pieghevoli amovibili, riduttori di lampi di fuoco (smorza-fiamma), ecc..
Beretta AR 70/90,cambiando il calcio sottostante diventa la carabinaSC-70/90

| AR-70/223 | AR-70/90, SC-70/90 | SCP-70/90 | |
|---|---|---|---|
| Calibro | 5,56x45mm M193 | 5,56x45mm NATO (SS109/M855) | |
| Lunghezza | 995 mm | 988 mm 756 mm SC-70/90 con calciolo ripiegato | 908 mm 663 mm con calciolo ripiegato |
| Lunghezza canna | 450 mm | 450 mm | 360 mm |
| Peso a vuoto | 3,8 kg | 4,07 kg | 3,8 kg |
| Capacità caricatore | 30 colpi | ||
| Rapidità di tiro | 650 colpi al minuto | 670 colpi al minuti | |
| Gittata utile | 400 metri | 500 metri | 350 metri |
Simonov SKS con scheda tecnica
Sergei Gavrilovich Simonov non è un uomo comune. E' un "self made man" sovietico. Nato nel 1894, comincia a lavorare in fonderia appena finite le scuole elementari. Continua comunque a studiare, e frequenta un corso di tecnica meccanica che lo porterà a collaborare nel 1917 con il progettista Federov, con il quale lavora al perfezionamento del "Federov Avtomaticheskaya Vintovka Federova, 1916g" (Fucile Automatico Federov 1916).
Dopo la Rivoluzione d'Ottobre continua a studiare, stavolta all'Istituto Politecnico di Mosca. Nel 1924, a 28 anni, comincia a lavorare all'Arsenale di Tula. Nel 1926 è un ispettore del Reparto Controllo Qualità e nel 1927 Federov, che è uno dei responsabili del Reparto Progettazione e Sviluppo, lo chiama a lavorare nel suo reparto.
Lo sviluppo dell'SKS.
Nel 1907 Vladimir Federov scrive "Avtomaticheskogo Oruzhie" ("armi automatiche"), nel quale sostiene la necessità dello sviluppo di un fucile semiautomatico leggero per sostituire il valido ma ormai obsoleto Mosin Nagant, arma di ordinanza dell'esercito zarista. Sia pure con tanti anni di ritardo, la Storia ha poi dato ragione alle sue tesi quando i modelli SKS ed AK sono diventati la colonna portante dell'armamento sovietico.
Sempre nel 1907 Federov e Vasily Alekseyevich Degtyarve svilupparono un fucile semiautomatico abbastanza valido, salvo alcuni problemi di alimentazione e di affidabilità che furono attribuiti dai progettisti all'utilizzo della munizione 7,62x54, munizione sovietica di ordinanza di tipo "rimmed" sviluppata nel 1891 per l'utilizzo nei bolt-action Mosin Nagant. Malgrado i problemi riscontrati nel prototipo, i militari chiesero a Federov di proseguire nello sviluppo dell'arma.
Federov non si fece pregare e continuò lo sviluppo del semiautomatico usando una munizione molto diversa dalla 7,62x54, ovvero la giapponese Meiji calibro 6,5x50 mm. Il risultato fu un successo e l'arma fu accettata con la denominazione di "Federov Avtomat 1916" (FA-16).
Alcuni FA-16 furono anche utilizzati in ambito bellico alla fine della I GM, ma sul campo l'arma fu deludente; in condizioni di uso bellico, con l'arma sporca, si verificavano ancora i problemi già visti sul primo prototipo, ovvero problemi di alimentazione e di mancata accensione dell'innesco.
La fine del Federov Avtomat 1916 avvenne più per motivi politici che per le reali carenze dell'arma. Federov non amava troppo i comunisti che avevano preso il potere nel 1917, e l'antipatia era ricambiata. L'assenza di "amicizie politiche", assieme alla presenza di grandi quantità di munizioni in calibro 7,62x54 contribuirono alla contemporanea "caduta" di Federov e della munizione 6,5x50.
I progettisti di armi sovietici furono spinti dal "regime" a dedicare le proprie energie allo sviluppo di un semiautomatico per uso militare che utilizzasse le munizioni 7,62x54 già in uso.
Il passo successivo nello sviluppo dell'SKS avvenne nel maggio 1935, quando l'esercito sovietico indisse una gara per lo sviluppo si un nuovo fucile semiautomatico per la fanteria. Sergei Gavrilovich Simonov partecipò alla selezione ed il suo progetto fu accettato con la denominazione "Avtomaticheskaya Vintovka Sistemi Obrazets 1936" (Fucile Semiautomatico Simonov modello 1936) o AVS-36.
L'AVS-36 era stato progettato per montare un caricatore intercambiabile da 15 colpi, ma il fucile durante i test manifestò parecchi inconvenienti specialmente se usato a lungo in modalità full-auto. Inoltre, probabilmente a causa della eccessiva potenza della munizione 7,62x54, furono riscontrati alcuni problemi di "fatica del metallo".
Fu allora che Feodor Vasilevich Tokarev presentò il progetto dell'SVT-38, che utilizzava un caricatore da 10 colpi. In effetti l'SVT-38 aveva meno problemi di funzionamento dell'AVS-36, e soprattutto Tokarev godeva, contrariamente a Simonov, dell'appoggio di Stalin... e l'SVT-38 fu preferito all'AVS-36 per la produzione militare, fino alla sostituzione con l'SVT-40. Maggiori notizie sull'SVT possono essere trovate nella scheda apposita.
Durante la II guerra mondiale Simonov non rimase inoperoso, e progettò il fucile anticarro PTRS, un ottimo "fucile pesante" in calibro 14,5x114 mm., e lavorò anche su un mitragliatore (che non ebbe successo) basato sulla munizione 7,62x25 Tokarev. Dalla "riduzione" del disegno del PTRS, unito alla munizione "corta" era stata tracciata la via per la nascita dell'SKS.
Nel 1943 i sovietici avevano sviluppato la munizione 7,62x39, ed il fucile semiautomatico SKS utilizzava questa munizione. L'arma fu sperimentata in "prove di tiro sul campo" in Bielorussia nel 1944 e dopo qualche perplessità fu ufficialmente adottata con la denominazione "7.62 Samozaryadnyi Karabin Sisyemi Simonova Obrazets 1945g" (Carabina Semiautomatica Simonov modello 1945 calibro 7,62), o SKS-45, e fu scelta in sostituzione del Tokarev SVT-40.
La produzione in grande serie iniziò nel 1949 all'Arsenale di Tula, e proseguì (in URSS) fino al 1955.
Le principali carenze dell'SKS erano l'assenza della modalità full-auto e l'assenza di un caricatore amovibile.
Fu per l'eliminazione di queste carenze che Michail Timofeyevich Kalishnikov progettò, ispirandosi fortemente all'SKS-45, il suo "Avtomat Kalishnikova Obrazets 1947" o AK-47.
Nel 1953 l'SKS-45 fu sostituito, come arma standard dell'Armata Rossa, dall'AK-47.
Anche dopo essere stato rimpiazzata dall'AK-47, la carabina SKS continuò ad essere prodotta per due anni e fu adottata da numerosi Paesi del Blocco Comunista, che in molti casi cominciarono a produrla autonomamente, come la DDR (denominata Karabiner-S), il Nord Corea (denominata Carabina Tipo 63), la Jugoslavia (fucile M59/66) e la Repubblica Popolare Cinese (denominata Carabina tipo 56).
Numerose altre nazioni adottarono la carabina SKS pur senza avere il permesso di produrla, come Afghanistan, Albania, Congo, Indonesia, Iraq, Laos, Forze Paramilitari Libanesi, Mongolia, Marocco, Egitto, Vietnam e Yemen.
In particolare la Repubblica Popolare Cinese non si è limitata a produrre l'SKS con la denominazione di Carabina Tipo 56, ma ha sviluppato un derivato dotato di funzionalità full-auto, denominata Tipo 68/72, che è facilmente identificabile dalla leva del selettore di raffica. Per la cronaca, negli anni 80 i cinesi stavano ancora sperimentando nuove variazioni dell'SKS.
Quello che purtroppo i cinesi non hanno mai modificato è quell'orribile baionetta a forma di spiedo che, fortunatamente, i sovietici hanno invece abbandonato dopo pochi mesi di produzione.
Durante il periodo delle Guerra Fredda, in USA l'SKS era così raro che l'ATF (Bureau of Alcohol, Tobacco and Firearms) lo inserì nella lista dei fucili rari, la spesso citata "Curio and Relics List". Oggi è uno dei fucili "stranieri" più diffusi in USA, ed i cinesi ancora lo producono per il mercato civile (il Norinco SKS).
Viene spontaneo chiedersi quali siano le ragioni che hanno decretato il successo di quest'arma e si scopre che il segreto sta nella estrema versatilità e nella facilità di "customizzazione". In USA ci sono decine di siti che vendono accessori aftermarket per l'SKS, si va dai calci "da caccia" in materiale polimerico, ai copri-culatta dotati di slitta weaver per l'attacco dell'ottica, ai freni di bocca... e si arriva alle elaborazioni estreme che lo trasformano in un fucile bull-pup dotato di ottica, con caricatore da 30 colpi e magari anche full-auto.
Scheda tecnica
Munizione: 7.62x39 russa
Modo Operativo: Semi-automatico,a recupero gas
Alimentazione: caricatore interno da 10 colpi
Peso (scarico): 3,85kg
Lunghezza: 102,1 cm
Canna: 52,1 cm
Rigatura: 4 rigature, destrorse
Velocità della munizione alla bocca: 735 m/sec
Cadenza di fuoco: 20 colpi/minuto
Distanza effettiva massima: 400 m
M-16/AR-15 fucile militare
L' M16 è ancora un fucile multiuso in dotazione agli Stati Uniti.Inoltre è ampiamente usato dalle agenzie governative degli Stati Uniti,nella forma militare (per esempio, il LAPD ha avuto qualche M16s, ritirato dall'esercito), o soltanto nella forma semiautomatica "civile". I fucili di stile Ar-15 sono fatti negli USA. almeno in una dozzina di fabbriche, quali Armalite, Bushmaster, Colt, FN, Hesse, Les Baer, e da altre piccole imprese. I fucili M16 sono anche prodotti fuori degli USA,come nel Canada, da Diemaco.La Cina inoltre fa fucili del tipo Ar-15 nelle fabbriche della NORINCO.
I fucili M16 sono usati anche da molti gruppi militari stranieri,come lo SRS britannico, che ha preferito l' M16 rispetto all' L85A1. Attualmente quasi tutti i difetti iniziali dell' M16 sono stati risolti ed è considerato fra i migliori fucili d' assalto nel mondo. Mentre la relativa affidabilità nelle circostanze più dure non può essere paragonata al suo rivale principale, il Kalashnikov Ak-47 ed Ak-74, è ancora un fucile abbastanza funzionale se trattato bene.C'è da dire che è anche molto comodo da imbracciare e che è abbastanza preciso. Uno dei vantaggi chiave del disegno di Stoner(il suo inventore),è la flessibilità estrema della costruzione. Attualmente le parti intercambiabili sono disponibili in varie lunghezze e profili (canne da 7 - 24 pollici, sottili e pesanti),e in dozzine di calibri da pistola e da fucile (dal cal. 17 molto piccolo ma veloce Remington e fino al 458 SOCOM e dal 22LR al 9mm Luger fino al 50AE ).
M 16/A4
SCHEDA TECNICA
| M16A1 | M16A2 | |
| Calibro | 5.56x45mm (.223 Remington), M193 | 5.56x45mm NATO / M855 |
| Funzionamento | a recupero di gas,otturatore rotante | |
| Lunghezza totale | 986 mm | 1006 mm |
| Lunghezza canna | 508 mm | 508 mm |
| Peso a vuoto/pieno con 30 colpi | 2.89 kg / 3.6 kg | 3.77 kg / 4.47 kg |
| Capacità serbatoio | 20 o 30 colpi standard | |
| Cadenza di fuoco | 650 - 750 | 800 colpi al minuto |
| Velocità ogiva alla bocca | 945 m/s | 975 m/s |
| Tiro utile massimo | 460 metri | 550 metri |
Dragunov SVD (Fucile sniper)
L'SVD è stato progettato non come fucile sniper standard. Infatti, il ruolo principale nell'esercito russo del Soviet SVD è di estendere la distanza efficace di fuoco di ogni squadra di fanteria fino a 600 metri e di fornire fuoco di supporto ben mirato.L' SVD è leggero (per la sua categoria), abbastanza preciso, e dispone di fuoco semi-automatico. La prima richiesta per un nuovo fucile da sniper è apparsa nel 1958. Nel 1963,l' SVD (Snaiperskaya Vintovka Dragunova, o fucile da sniper di Dragunov) è stato accettato dall'esercito Russo.L' SVD può usare qualunque genere di munizioni dello standard 7.62x54R, ma la cartuccia primaria sviluppata specialmente per l' SVD ha il nucleo di acciaio. Ogni squadra di fanteria nell'esercito (sovietico) russo ha un tiratore equipaggiato con l'SVD.
L'SVD è estremamente versatile in tutte le circostanze e progettato per le battaglie più ardue. Ha tacche di mira di riserva aggiustabili come opzione standard, come pure un supporto per baionetta (tipo della baionetta dello standart Ak-47).
L'ultimo ammodernamento incorpora una robusta copertura in polimeri. Inoltre,per i paracadutisti e per le truppe montate l'SVD è fornito di calcio pieghevole e canna ridotta (590 millimetri).E' stato aggiunto anche una spegniffiamma.
Tutte le modifiche dell' SVD hanno superato molte prove reali di battaglia durante la guerra afgana così come molti altri conflitti locali, includenti le ultime guerre di Chechenya.L' SVD è stato ampiamente usato e copiato in molti paesi precedenti del patto di Varsavia ed è ancora in servizio nell'esercito russo e in molte agenzie governative russe.
Specifiche tecniche:
Calibro: Russian 7.62x54mm Rimmed
Funzionamento: a recupero gas,semi-automatico,otturatore rotante,pistone corto
Serbatoio: 10 colpi
Peso: 4.31kg vuoto e senza ottica
Lunghezza: 1225 mm
Lunghezza canna: 620 mm
Velocità di fuoco: 30 RPM
Velocità fuoco mirato: 3-5 RPM
Tipo ottica: PSO-1 con reticolo illuminato
Accuratezza: meno di 2MOA a 600m
L'eta' del cane
I denti formano due arcate, una superiore, detta mascellare e una inferiore, detta mandibolare. Nella chiusura, diciamo che è possibile incontrare diversi tipi più o meno tollerati in base allo standard della razza. Quando gli incisivi superiori sormontano esternamente gli inferiori si parla di Chiusura a Forbice, viceversa, se gli inferiori superano quelli superiori, si è in presenza di Prognatismo, quando le due arcate combaciano perfettamente sì parla di Chiusura a Tenaglia e quando la mandibola è più corta della mascella superiore siamo in presenza di Enognatismo che è sempre un difetto.
Il numero dei denti è normalmente uguale in tutte le razze, con alcune eccezioni nel numero dei premolari. Il dente è formato da tre sostanze fondamentali la prima che rappresenta la porzione dura è composta dall’avorio o dentina, dallo smalto e dal cemento, più internamente abbiamo invece parti molli quali la polpa della radice, la gengiva che la ricopre e il periostio.
La parte più esterna del dente, chiamata corona, va incontro a fenomeni di usura, la parte interna e invece la radice, che in alcuni denti è singola, in altri doppia o tripla. Il cane presenta due tipi di dentature, una detta "da latte" e una permanente, propria del cane adulto. Il numero dei denti da latte è 28, mentre nell'adulto sono 42. Attraverso l'analisi del consumo del dente è possibile stimare con una certa approssimazione l'età di un cane
Naturalmente è necessario tenere conto della vita del singolo individuo, della sua alimentazione e d’eventuali malattie che possono avere indebolito lo smalto del dente.
Per esempio un'alimentazione composta di soli cibi umidi e morbidi rovina meno la corona favorendo tuttavia un maggior deposito di tartaro, al contrario gli alimenti secchi consumano notevolmente il dente.
Ricordiamo che il cane ha una dentatura da latte che viene sostituita prima dei sei mesi e che permette di stabilire l'età dell'animale tenendo conto della successiva eruzione, del consumo e della sostituzione con quella definitiva.
DETERMINAZIONE ETA' NEL CUCCIOLO
DENTI
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ERUZIONE
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SOSTITUZIONE
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Picozzi
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30 Giorni
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4 Mesi
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Mediani
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28 Giorni
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4 Mesi 1/2
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Cantoni
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25 Giorni
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5 Mesi
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Canini
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21 Giorni
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5 Mesi
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Primo Premolare
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4 Mesi
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Permanente
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Secondo Premolare
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4-5 Settimane
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6 Mesi
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Terzo Premolare
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3-4 Settimane
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6 Mesi
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Primo Molare
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4 Mesi
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Permanente
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Secondo Molare Superiore
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5-6 Mesi
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Permanente
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Secondo Molare Inferiore
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4 Mesi 1/2-5 Mesi
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Permanente
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Terzo Molare Inferiore
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6-7 Mesi
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Permanente
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5 Mesi
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Sono comparsi tutti gli incisivi permanenti; i cantoni non sono ancora occlusivi.
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5-6 Mesi
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Compaiono i canini permanenti.
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1 Anno 1/2
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Il lobo principale dei picozzi inferiori è livellato.
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2 Anno 1/2
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Il lobo principale dei mediani inferiori è livellato.
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3 Anni 1/2
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Il lobo principale dei picozzi superiori è livellato. Il piano di usura dei picozzi e dei mediani inferiori è quadrato.
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4 Anni 1/2
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Il lobo principale dei mediani superiori è livellato.
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5 Anni1/2
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Il cantone inferiore è livellato. Sul piano d'usura dei picozzi e dei mediani inferiori puo' comparire una stella giallastra; i canini sono smussati.
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6 Anni
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Il lobo principale dei cantoni superiori è quasi livellato e i canini inferiori portano il segno dei cantoni superiori.
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7 Anni
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Il piano d'usura dei picozzi inferiori diventa ellittico con un grande asse sagittale.
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8 Anni
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Il piano d'usura dei picozzi inferiori si allarga nella parte labiale e si inclina verso l'esterno.
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9 Anni
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Il piano d'usura dei mediani inferiori diventa ellittico.
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10 Anni
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Il piano d'usura dei picozzi superiori diventa ellittico.
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10-11 Anni
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Caduta dei picozzi inferiori, poi di quelli superiori.
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12-16 Anni
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Caduta degl'altri incisivi.
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16-20 Anni
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Caduta dei canini.
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fucile di precisione (CheyTac M200)
SCHEDA TECNICA Calibro: .408 pollici
Munizioni :.408 CheyTac
Azionamento: manuale
Velocità alla volata :1100 m/s
Gittata: 2000 m
Lunghezza: 1397 mm
Lunghezza della canna: 762 mm
Peso :12.3 kg
Alimentazione: 5/7 colpi
Organi di mira :mirino ottico
Note :calcio retrattile, bipede telescopico e silenziatore
STORIA
Il CheyTac M200 è un fucile di precisione prodotto dalla compagnia statunitense Cheyenne Tactical LCC. per tiri da lunga distanza (LRRS, acronimo per Long Range Rifle System) contro il personale. Impiega munizioni calibro .408 CheyTac: questo munizionamento garantisce un'ottima precisione su distanze considerevoli. L'M200 fa parte dell'SWS (Sniper Weapon Sistem) chiamato CheyTac Intervention, che non include solamente la carabina M200, ma anche altri fondamentali componenti:
* il munizionamento .408 CheyTac: questi proiettili sono stati realizzati appositamente dalla Cheyenne Tactical per garantire una precisione inferiore al minuto d'angolo su distanze superiori ai 2500 yard. Questo proiettile colma il divario tra il .338 Laupa Magnum e il .50 BMG. * l'Advanced Ballistic Computer (ABC): calcolatore balistico, simile ad un piccolo palmare, in grado di dare le correzioni fondamentali per lunghi tiri, relative a distanza, vento, pressione, temperatura, effetto di Coriolis, informazioni relative alle munizioni (temperatura, velocità di combustione e velocità alla volata) ed ai bersagli in movimento. Questo software è installato su un palmare militare, utilizzabile quindi a temperature ed altitudini estreme. * il Kestrell 4000: sistema di monitoraggio meteo tascabile in grado di misurare velocità del vento, temperatura, freddo sotto vento, umidità , freddo apparente, punto di rugiada, temperatura di bulbo umido, pressione e altitudine. * il telemetro LEICA Victor IV: telemetro laser di grande affidabilità . * CheyTac Optics: un'ottica giorno/notte con
fucile d'assalto Masada
SCHEDA TECNICA
Costruttore: Magpul Industries Corp. (USA)
Tipo: Fucile d'assalto
Modello: Masada
Calibro: .223 Rem, 7'62x39
Lunghezza canna: da 290 mm a 467 mm
Lunghezza totale: 960 mm ( con canna da 370 mm)
Peso: 3,00kg
Capacità caricatore 30 colpi
STORIA
Il primo prototipo del fucile d'assalto Masada è stato presentato al pubblico nel corso dello Shot Show di Orlando in Florida, nel gennaio del 2007. Il progetto è stato interamente concepito e finanziato dalla Magpul, un'azienda americana specializzata nella produzione di accessori per fucili d'assalto tipo Colt AR-15. Attualmente l'arma è ancora da considerarsi in fase di sviluppo e la sua versione definitiva è stata annunciata per l'inizio del 2008. Il progetto del Masada incorpora le caratteristiche più salienti di diversi fucili d'assalto di successo, la carcassa e la manetta d'armamento derivano da quella dell'FN SCAR, il sistema di recupero di gas è ispirato a quello dell'Arinalite AR18, la scatola di scatto a quello del G3 Heckler & Koch, la canna è quella del Colt M-16, così come il gruppo di scatto, mentre il diffuso utilizzo di materiale sintetico rimanda al G36 e al XM8 sempre della Heckler & Koch. La Magpul ha anche progettato diverse soluzioni tecniche proprietarie, come il sistema di smontaggio della canna senza utilizzare utensili, la valvola di presa gas regolabile, la manetta di armamento svincolata dall'otturatore (durante lo sparo questa non arretra) e il mirino integrale. Attualmente i prototipi del Masada sono stati camerati nei calibri .223 Remington e 7,62x39.
Una delle caratteristiche più interessanti di questo fucile d'assalto è la possibilità di montare tutte le canne esistenti in commercio per la carabina AR-15, di lunghezze comprese tra 10,5 e 22 pollici. Il cambio della canna avviene in meno di due minuti e senza l'ausilio di attrezzi. Questo permette di trasformare rapidamente un'arma per combattimento ravvicinato in una carabina da sniper e più in generale, di adattarla ad esigenze operative eterogenee riducendo i costi di gestione dell’arsenale. Il nuovo sistema di fissaggio della canna al castello la rende inoltre completamente flottante rispetto alla calciatura, con benefici effettivi sulla precisione del tiro. Per meglio adattare la struttura dell'arma alla lunghezza della canna la Magpul produce due astine in policarbonato di diverse lunghezze e dotati di slitte Picatinny sui lati e sulla base, più un'astina ancora più corta in lega d'alluminio, dotata di diverse slitte per il montaggio di accessori
SCHEDA TECNICA fucile FN SCAR
SCHEDA TECNICA
Tipo :Fucile d'assalto a fuoco selettivo
Calibro:5,56 mm/7,62 mm
Munizioni:5,56× 45 mm/7,62x51 mm NATO
Azionamento:operato a gas
Lunghezza:850-620 mm versione L/997/770 mm versione H Lunghezza della canna:254mm (CQC), 355mm (Standard), 457mm (LB) versione L 330mm (CQC), 406mm (Standardd), 508mm (LB) versione H
Peso:3,5 kg versione L/3,86 kg versione H
Alimentazione:caricatore da 30 colpi (ogni caricatore di tipo NATOSTANAG) per versione L:caricatore da 20 colpi per versione H
STORIA
Il fucile FN SCAR nasce dalla richiesta dell'US SOCOM di un nuovo fucile da combattimento disponibile in più calibri. Le richieste iniziali prevedevano più specificatamente due armi:
* l'FN SCAR-L (da light, leggero) calibro 5,56 mm NATO; * l'FN SCAR-H ( da heavy, pesante) calibro 7,62 mm NATO e facilmente adattabile sul campo di battaglia ad altre munizioni ( come le M43 sovietiche).
I due modelli sono simili nel 90% dei pezzi e il cambio di canna richiede pochi minuti senza bisogno di ulteriori aggiustamenti. L'idea chiave dello SCAR è la modularità , cioé la capacità di fornire all'operatore un'ampia varietà d'opzioni a cominciare dalla canna che può essere scelta corta per il combattimento ravvicinato o lunga per una variante di precisione che poteva utilizzare anche munizioni raccolte sul campo come quelle degli AK-47. Entrambe le versioni, sono quindi disponibili in tre varianti:
* Standard (S); * per combattimento ravvicinato (CQC da Close Quarter Combat); * Sniper (SV da Sniper Variant o LB da Long Barrel cioé canna lunga).
Tutte queste varianti non modificano le procedure di manutenzione, gli equipaggiamenti opzionali utilizzabili o i sistemi di controllo come il selettore di fuoco. Alla fine del 2008, la FN ha introdotto versioni semiautomatiche dei due SCAR per uso civile chiamate 16S (versione light) e 17S (versione heavy). Le fabbriche di produzione hanno sede a Columbia, South Carolina per i fucili destinati all'esercito e a Fredricksburg, Virginia per quanto riguarda le 16S e 17S destinate ad uso civile e da parte delle forze di polizia.
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