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Doppietta Imperiale Montecarlo extra Luigi Franchi.



 Forse qualche altro fucile al mondo può essere considerato della sua classe, ma non paragonato. Come un'opera di arte non si può paragonare ad un'altra, ma ciascuna fa storia a sé. La doppietta Imperiale Montecarlo Extra è un'opera d'arte, un'arma ormai entrata nella storia delle armi. Parlare delle caratteristiche tecniche di un'arma cosî ci sembra inutile, è fatta tutta a mano, da maestri armieri che perpetuano una tradizione artigiana che affonda le sue origini nel lontano Medioevo. Ricordiamo che monta batterie sistema Holland e Holland, fatte a mano e che la bascula è un vero e proprio gioiello d'incisione. I legni sono in radica di noce sceltissima, zigrinati finemente a mano. Le canne, in acciaio speciale, accoppiate in demibloc hanno una resa che ha permesso a tiratori che imbracciavano un'arma come questa di vincere diversi Campionati del Mondo. In calibro 20 e 12, tutte le altre caratteristiche non sono elencabili perché questa è un'arma che si fa su misura secondo precise richieste di chi la ordina.

Il fucile migliore, mai costruito.........








Vi presentiamo adesso un fucile dall’eleganza e dal valore davvero importante. Fabbricato dalla Vo Gun & Rifle Maker – Sweden, compagnia fondata nel 1977 da mister Viggo Olsson, grande appassionato di caccia, che voleva realizzare il suo sogno di creare e fabbricare i fucili migliori, in termini di qualità e di design, mai esistiti, rigorasamente costruiti a mano.
Diciamo che la compagnia ha raggiunto il suo scopo, in quanto i loro clienti sono soprattutto famiglie reali e celebrità da ogni parte del mondo. La loro produzione è limitata e solo un numero piccolo ed esclusivo di fucili viene prodotto ogni anno.


Nella foto potete ammirare il fucile della Royal Collection UAE Edition il quale costo  525,000 dollari. Ne sono stati creati solamente 100.
Il fucile migliore, mai costruito dalla compagnia Vo Gun & Rifle Maker-Sweden, è certamente quello creato come tributo a H.H. Sheik Zayed Bin Sultan Al Nahyan, con incisione sulla presa del fucile, oro intarsiato e 36 diamanti multicolorati.
Tutti i fucili vantano una maniacale precisione nella costruzione, nell’accuratezza dei dettagli e nei particolari. Sicuri di queste garanzie erano anche clienti come Ernest Hemingway e H.R.H. principe Carl Philip Bernadotte di Svezia.

Fucile giustapposte.......




Anche se nel linguaggio comune con il termine“doppietta” si suole indicare esclusivamente il classico e tradizionale fucile con canne ad anima liscia a due canne affiancate, poste una accanto all’altra o giustapposte, etimologicamente la parola “doppietta”, sta ad indicare il fucile a due canne, comunque unite, sia giustapposte che una sull’altra o sovrapposte. Mentre per il sovrapposto i“cani” esterni sono incompatibili, per la “doppietta” (a canne affiancate), i cani possono essere sia esterni che interni.








 Le doppiette a cani interni fanno la loro comparsa intorno agli anni ’50, e ad oggi hanno soppiantato quasi completamente le doppiette a cani esterni, in linea con le maggiori preferenze dei cacciatori nei confronti delle doppiette a cani interni o “senza cani”. Nell’armeria del vecchio e tradizionale cacciatore, accanto all’automatico e/o sovrapposto, non può mancare la classica e intramontabile doppietta a cani esterni, che potrebbe essere il suo primo fucile o una doppietta di ultima generazione. Il caricamento della doppietta a cani esterni avviene armando i cani, dopo aver introdotto le cartucce e chiuso il fucile, mentre si mette in sicura abbassando i cani ( non possiede la “sicura” dei fucili senza cani), operazioni da fare con la massima cautela possibile. 



Quasi tutte le moderne doppiette sono con estrattore automatico e monogrillo. Quest’ultimo è un accessorio non gradito da tutti i cacciatori, soprattutto da quelli più anziani abituati con due grilletti, a differenza dell’estrattore ritenuto utile dalla maggioranza dei cacciatori e tiratori. Prima di caricare la doppietta e dopo averla scaricata, è consigliabile dare un’occhiate nelle canne del fucile per assicurarsi che siano libere da qualsiasi corpo estraneo, come foglie o altro. La canna ostruita, anche leggermente, potrebbe scoppiare.

Fucili da caccia (descrizione)

I primi e rudimentali fucili nascono intorno al XV secolo, ma è con il XIX secolo che lo stesso diventa oggetto di importanti perfezionamenti, come quello relativo al sistema di chiusura. Ma di sicuro l’evento che segnò il cambiamento fu l’avvento delle cartucce, che raggruppavano in un unico corpo tutti gli elementi delle munizioni.




 Tra la fine del secolo XIX e gli inizi del secolo successivo, in America nasce anche per uso caccia il tanto desiderato fucile a ripetizione. Prima di passare ad una sintetica rappresentazione delle tipologie di fucili di maggiore diffusione, vediamo le parti essenziali di cui si compone un fucile. Al riguardo ricordiamo:


 la canna o le canne che possono essere affiancate o sovrapposte, 


le bindelle che uniscono le canne (quella superiore più grande e zigrinata che sulla parte estrema anteriore ospita il mirino che ha il compito di facilitare la mira), i grilletti, la leva per l’apertura, la sicura, la bascula, l’astina, il calcio, l’impugnatura. Detto delle parti di cui si compone un fucile, diciamo che i fucili da caccia possono essere “a canna liscia” “ a canna rigata”. Per il tipo di caccia praticato nel nostro paese la quasi totalità di cacciatori fa ricorso al fucile a canna liscia. I fucili a canna liscia possono essere a cani esterni, interni o automatici.



 Quelli a cani interni possono avere le canne affiancate o l’una sull’altra, rispettivamente la “doppietta” ed il “sovrapposto”. Più in particolare, relativamente alle armi da caccia, le vigenti disposizioni prevedono che l’esercizio dell’attività venatoria nel nostro paese è consentita con fucili, con l’arco e con il falco. Relativamente ai fucili, il relativo calibro non può essere superiore al 12 ( abbiamo, poi il16, 20, 24, 28, 32, 36) con canna ad anima liscia, mentre se con canna ad anima rigata il calibro non deve essere inferiore a 5,6 millimetri con bossolo a vuoto di altezza non inferire a millimetri 40. E’ consentito anche l’uso del fucile combinato 
a due o tre canne, ossia con una o due canne ad anima lisca e una o due canne ad anima rigata. I predetti fucili sono tutti a due colpi, mentre per l’automatico
( più correttamente semiautomatico) sono consentiti tre colpi, una cartuccia in canna e due nel serbatoio ( un tempo per l’ automatico erano consentiti 5 colpi, 1 in canna e 4 cartucce nel serbatoio). Per il fucile oltre al calibro assume rilevanza la strozzatura delle canne. La portata utile di un normale fucile da caccia oscilla intorno a 40/50 metri.

fucile con canne sovrapposte “sovrapposto”


necessariamente a cani interni. E’ l’arma dei giovani e dei tiratori. I sovrapposti di nuova generazione sono tutti dotati di 
estrattori automatici e di monogrilletto. Specie di fucile molto antica, che solo nei primi decenni del secolo scorso raggiunge perfezionamenti tecnici tali che ne decretarono il successo. Questi perfezionamento tecnici hanno reso possibile realizzare sovrapposti eleganti e leggere al pari delle doppiette. Rispetto alla doppietta classica a canne giustapposte, ossia accostate su di un piano orizzontale, il sovrapposto offre l’importante vantaggio di un tiro più facile e maggiormente preciso. Rappresenta il tipico fucile dei cacciatori /tiratori e degli appassionati di tiro al piattello ed un tempo del tiro al piccione, oggi vietato. E un fucile usato, quindi, particolarmente per lo sport. Il sovrapposto viene preferito dai tiratori, perché ritenuto più preciso della doppietta, proprio per la posizione delle canne. Infatti, a differenza che per la doppietta, non è presente quella forza che tende a spostare lateralmente il fucile, verso destra o verso sinistra a secondo che si tira il primo o il secondo colpo.

Fucile semiautomatici ''automatici''.........




fucili semiautomatici,
detti comunemente automatici, prevedono una sola canna e unserbatoio, grazie al quale è possibile eseguire più di due colpi consecutivamente. L’attuale Legge, prevede che il serbatoio non può contenere più di due cartucce, per cui tenuto conto della cartuccia “in canna”i colpi consentiti diventano tre. Precedentemente alla Legge attuale, nel serbatoio sostavano quattro cartucce, oltre a quella in canna, per i cui i colpi da poter sparare consecutivamente diventavano cinque. In più, esistevano degli accessori che aumentavano la capienza dei serbatoi,
portando i colpi complessivi da 5 a 7. Questo fucile dopo aver sparato espella il bossolo vuoto, mentre una nuova cartuccia dal serbatoi passa in canna, nello stesso ordine che si trovano nel serbatoio. Con la limitazione del numero di colpi introdotta dalla nuova normativa ( massimo 3), viene meno per questa specie di fucile il loro vero punto di forza, ossia il numero di colpi che consentivano di sparare consecutivamente. Diciamo che oggi, probabilmente, per questa specie di fucile sono più gli svantaggi che i vantaggi. Basti pensare alla facilità con la quale si inceppano e alla impossibilità di modificare l’ordine delle cartucce presentano nel serbatoio e in canna. Quasi usciti di produzione quelli a “lungo rinculo”, l’attuale produzione è tutta orientata verso quelli a “presa di gas”, che presentano l’enorme vantaggio di aver minimizzato il noto e fastidioso rinculo, proprio di questa specie di fucili. Gli attuali semiautomatici a presa di gas, necessitano però di maggiore manutenzione, proprio per l’azione corrosiva dei gas utilizzati per il relativo funzionamento.

Sovrapposti da tiro............

fucili da tiro ............
...........sono tutti a canne sovrapposte, fucili a canne lunghe con strozzature particolari. Dalla lunghezza delle canne dipende la precisione e la gittata del fucile. In considerazione del breve calendario venatorio e della carenza di selvaggina, per gli appassionati di armi e di tiro, il piattello diventa una scelta obbligata, dal momento che anche il tiro a piccione è stato vietato. Partendo da questa considerazione, le aziende fabbricanti armi hanno concentrato il loro sforzo per la realizzazione di fucili da tiro ( sovrapposti), veri gioielli, che potessero soddisfare tutte le esigenze, assicurando prestazioni eccellenti. Rispetto al fucile da caccia, il fucile da tiro
si presenta più robusto, in considerazione del maggior numero di colpi che con questo sport si sparano in un tempo limitato. Inoltre, un fucile più pesante attutisce meglio il fastidioso rinculo. Rispetto al fucile da caccia, il fucile da tiro deve presentare una piega più dritta, in considerazione della traiettoria del piattello. Come dicevamo il sovrapposto viene preferito dai tiratori, perché ritenuto più preciso

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“fucile a canna liscia”


Una prima e importante distinzione dei fucili da caccia è quella tra “fucile a canna liscia”



 e
“fucile a canna rigata”.

Sono fucili, con canne all’interno perfettamente levigate, idonei a sparare  cartucce e munizioni spezzate.

Per le specie di selvaggina cacciabile e presente sui nostri territori di caccia, la quasi totalità di cacciatori utilizza il fucile con canna ad anima liscia, tipologia di fucile utilizzabile anche concartucce a palla singola.

 In quest’ ultima ipotesi, poiché l’interno della canna non presenta rigature, indispensabili per imprimere al proiettile il necessario movimento rotatorio, nel tiro a palla unica saranno i proiettili a presentare rilievi elicoidale, capaci di imprimere loro il necessario e stabilizzante movimento di rotazione. I fucili a canna liscia comprendono la doppietta, il sovrapposto e l’automatico o meglio il semiautomatico. Quelli a cani interni possono avere le canne affiancate (giustapposte) o l’una sull’altra (sovrapposte), rispettivamente la “doppietta” ed il “sovrapposto”, mentre i cani esterni non sono compatibili con il sovrapposto. Più precisamente, relativamente ai mezzi per l’esercizio dell’attività venatoria, le vigenti disposizioni prevedono che la stessa nel nostro paese è consentita con fucili, con l’arco



 e con il falco.


Relativamente ai fucili dispone che, per quelli con canna ad anima liscia, il relativo calibro non può essere superiore al 12 . Dopo il 12, in ordine decrescete, andando dal fucile più grande a quello più piccolo, troviamo il 16, 20, 24, 28, 32, 36. I primi e rudimentali fucili prevedevano canne esclusivamente ad anima liscia, veri e propri cilindri.